Medusa: il tour alieno di Luca Bernardi

A chi non ha mai fatto un giro sulle navicelle spaziali, agli amanti delle Virgosol, a chi non ha mai avuto un’allucinazione ma vorrebbe sapere cosa si prova, e a tutti quelli convinti che l’immaginazione sia più reale della realtà, consigliamo di segnare le date del tour di presentazioni di Medusa:

19 gennaio, ore 18, Libreria Mardi Gras, con Luca Bernardi
Via Andreas Hofer, 4, 39100 Bolzano

25 gennaio, ore 17, Libreria Cardano, con Luca Bernardi e Anna Modena
Via Cardano, 48/52, 27100 Pavia

26 gennaio, ore 21, Libreria Trebisonda, con Luca Bernardi e Raffaele Riba
Via Sant’Anselmo, 22, 10125 Torino

27 gennaio, ore 19, Libreria Verso, con Luca Bernardi e Alcide Pierantozzi
Corso di Porta Ticinese, 40, 20123 Milano

10 febbraio, ore 19, Libreria La Cite, con Luca Bernardi con Edoardo Rialti e Vanni Santoni
Borgo S. Frediano, 20/r, 50124 Firenze

14 febbraio ore 19, Libreria Assaggi, con Luca Bernardi e Luciano Funetta
Via degli Etruschi, 4, 00185 Roma

STAY TUNUED!

 

Incontro Tunué a Verso il libro venerdì 20 gennaio

Venerdì 20 gennaio ore 18 parteciperemo all’ultimo incontro di Verso il libro, la rassegna culturale latinense dedicata all’editoria.
All’appuntamento intitolato Universo fumetto, ci saranno il redattore grafico Diego Fiocco, Massimiliano e Graziano Lanzidei (sceneggiatori del graphic novel Canale Mussolini).
In occasione racconteranno la storia della casa editrice, più un approfondimento sulle dinamiche editoriali (nascita del libro, ecc) e un focus sul sopracitato Canale Mussolini, l’adattamento a fumetti del romanzo Premio Strega 2010  di Antonio Pennacchi.

L’evento avrà luogo il giorno:

venerdì 20 gennaio ore 18
Palazzo della Cultura 
partecipano
Diego Fiocco (redattore grafico), Massimiliano e  Graziano Lanzidei
via Umberto I, 43
Latina

Guy Chiappaventi ricorda Re Cecconi a quarant’anni dalla scomparsa

Guy Chiappaventi ricorda Luciano Re Cecconi

A quarant'anni dalla morte di Luciano Re Cecconi

Quarant’anni fa scomparve Re Cecconi, il calciatore della Lazio, Campione d’Italia 1973/1974.
Nella collana Traguardi, dedicata agli uomini che grazie allo sport sono diventati ancora più grandi, abbiamo avuto il piacere di pubblicare Aveva un volto bianco e tirato – Il caso Re Cecconi; l’inchiesta ripercorre la vita e la tragica morte di Luciano Re Cecconi. Scritta dal giornalista Guy Chiappaventi.

Ospitiamo qui un pensiero dell’autore, che riflette e omaggia la figura di Luciano Re Cecconi.

“Ho scritto nell’attacco di “Aveva un volto bianco e tirato” che la morte di Luciano Re Cecconi, il calciatore della Lazio e della Nazionale ucciso quarant’anni fa in una gioielleria di Roma, rappresenta per me da sempre un’ossessione.

Il 18 gennaio 1977 avevo appena compiuto otto anni. Re Cecconi era la figurina più bella, biondissimo e con un nome strano, doppio, un nome regale: ci avevo messo un po’ a scuola a capire che non era tutto attaccato, Rececconi.
L’album Panini era il nostro pantheon, i calciatori i divi. E le figurine, gli dei, non possono mai morire. Fu uno choc.
Da adulto, l’ossessione è diventata anche giornalistica. I soprannomi contano nella vita. Contavano già a scuola, evidenziano un tratto distintivo, del corpo o del carattere. Segnano. Nel calcio i soprannomi sono frequenti.
La Lazio pazza, selvaggia e sentimentale degli anni 70, politicamente scorretta e con le pistole nell’armadietto degli spogliatoi, ne è piena: Wilson è “il padrino”, Chinaglia il pirata “Long John Silver”, Martini “il comandante”, Petrelli “Pedro”, come in uno spaghetti-western di Sergio Leone.
In questo gruppo Re Cecconi è chiamato “il saggio”: semplice e lineare come la provincia lombarda da dove proviene, Nerviano, famiglia numerosa, infanzia povera, padre muratore, madre casalinga, fanno anche i mezzadri e mangiano a base di latte a colazione, pranzo e cena.
Da adolescente ha cominciato a lavorare come carrozziere: si sveglia prima dell’alba per andare in autofficina e avere il pomeriggio libero per andare ad allenarsi in bicicletta con la Pro Patria fino a Busto Arsizio.
Il più lineare di tutti muore giovanissimo e nel pieno della sua carriera, a ventotto anni, in una oreficeria di Roma Nord, al quartiere Fleming, ucciso da un colpo di pistola Walther 7.65 da un gioielliere che è stato rapinato in passato, ha già sparato e quasi eliminato un bandito di Primavalle e vive nel terrore di una rappresaglia dei complici di quell’uomo.
È la Roma tetra e violenta del 1977: revolver e morti ammazzati tutti i giorni, sequestri di persona, la banda della Magliana che fa il salto con il rapimento del duca Grazioli, la lotta armata in un ‘68 di piombo. Un mese dopo il delitto Re Cecconi, gli autonomi cacceranno Lama dall’università, a maggio sul ponte Garibaldi un proiettile ucciderà Giorgiana Masi.

L’orefice, Bruno Tabocchini, viene arrestato e assolto. Il processo è un lampo: si procede per direttissima e in due settimane si chiude. Si cristallizza una verità giudiziaria: Re Cecconi, entrato nel negozio con un compagno di squadra, Pietro Ghedin, e un profumiere, ha detto, secondo la sentenza, “Fermi tutti, questa è una rapina”. Tabocchini, davanti a otto persone, tra cui tre bambini, c’è anche suo figlio con la moglie, si è spaventato e ha sparato. Ha convinto i giudici (il presidente è Severino Santiapichi, uno dei più grandi magistrati del palazzo di giustizia, si occuperà del caso Moro e dell’attentato al papa) di non conoscere Re Cecconi, di non averlo mai visto, malgrado il calciatore sia famosissimo, campione d’Italia e Nazionale, riconoscibilissimo per la chioma bionda quasi albina, il quartiere sia frequentato assiduamente dai giocatori della Lazio e il padrino di battesimo del figlio della vittima sia il macellaio all’angolo.
I due, Tabocchini e Re Cecconi, hanno anche abitato vicino, nella stessa strada.
Questa è l’ossessione. Anche se non mi interessa per nulla una revisione del caso, trovare un colpevole, crocifiggere qualcuno. Il gioielliere ha ottant’anni ed è stato assolto con sentenza definitiva. Trovo però insopportabile la riduzione da saggio a cretinetti, il vilipendio del cadavere di Re Cecconi, la damnatio memoriae.
Al giudice che gli chiedeva di raccontare quel drammatico minuto del 18 gennaio 1977 in via Francesco Saverio Nitti, verso le 19.30, “l’ora brutta” della chiusura e della rapina, l’orafo cominciò a dire: “È entrato questo giovane. Aveva un volto bianco e tirato.”

Sotto potete leggere gli ultimi articoli dedicati all’inchiesta di Guy Chiappaventi.

16.01.17
Corriere dello sport
Re Cecconi, quella morte senza un perché

La Repubblica
La notte di Re Cecconi
nella Roma di Piombo
un caso ancora aperto

 

The Moneyman a Milano con Alessio De Santa, modera Giorgio Salati

Incontro The Moneyman, modera Giorgio Salati

Nella capitale lombarda, si concentrerà venerdì 20 gennaio tutta la magia Disney:  perché alle ore 18:30 Alessio De Santa parlerà di
The Moneyman alla Libreria Corteccia!

A moderare l’incontro sul graphic novel a tema Disney, ci sarà Giorgio Salati: sceneggiatore per Topolino, autore dei testi di uno dei prossimi Tipitondi, Brina (2017).

The Moneyman con Alessio De Santa e Giorgio Salati (sceneggiatore Disney)
Venerdì 20 gennaio ore 18:30 
Libreria Corteccia
via B. Lanino, 11 (angolo via Foppa)
Milano

Presentazione Il ritrovo degli inutili a Tronzano

Paola Camoriano sarà di scena anche a Tronzano per presentare il suo graphic novel d’esordio: Il ritrovo degli inutili!
L’autrice non vede l’ora di parlarvi della sua opera nel giorno:

sabato 21 gennaio ore 17
Paola Camoriano presenta Il ritrovo degli inutili

Biblioteca di Tronzano
via Roma
Tronzano (VC)