ARIEL | Intervista a Simona Binni

Intervista a Simona Binni per la nuova collana ARIEL

Ariel

Lunedì 23 luglio abbiamo annunciato una delle più belle novità Tunué per il 2019: la nascita della collana Ariel (potete leggere qui la notizia). Oggi entriamo nel vivo della questione con una breve intervista alla coordinatrice artistica della collana, Simona Binni, che ha risposto a tre nostre domande sul progetto. Buona lettura!

 

Ciao Simona! Tu nasci come fumettista e adesso, con “Ariel”, ti approccerai al ruolo di editor per la prima volta. Raccontaci quanto della Simona autrice porterai nel tuo nuovo ruolo e come hai vissuto l’idea di questo passaggio.

Ciao! In questa nuova esperienza credo che porterò con me la capacità di immaginare storie e lasciare che riescano a entrarmi fin sotto la pelle. Se, alla fine di questo viaggio un po’ onirico, ciò che viene raccontato sarà stato capace di portarmi lontano e, ancora, di riportarmi a casa, allora capirò di avere trovato quella giusta.
In questi anni ho imparato tanto dal processo di correzione dei miei lavori. Ho sempre pensato che fare l’editor fosse complicatissimo. La ricerca di un giusto equilibrio tra l’esigenza di indicare delle soluzioni alternative e il rispetto per le scelte autoriali. Non è facile calibrare questi due aspetti. Il presupposto da cui bisognerebbe sempre partire è che si lavora esclusivamente per il bene della storia e questo intento dovrebbe essere così forte, da eliminare inutili personalismi. Quando Massimiliano Clemente mi ha fatto per la prima volta questa proposta, è stata davvero una grande emozione. Non ti nego che è un tipo di ruolo che mi è sempre interessato. Scoprire talenti, aiutarli a venire fuori. Dare loro un punto di vista esterno, quando magari si è troppo dentro al proprio lavoro, da non riuscire a vedere alcune cose con obiettività. Essere un riferimento, creare un dialogo con gli autori che serva a dissipare dubbi e insicurezze.
Che poi, alla fine, è quello che è successo a me!

“Ariel” si propone come uno strumento di dialogo e confronto su temi cari al mondo femminile. Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a decidere di affrontare questi argomenti?

In realtà, credo che parlare di tematiche che riguardano il femminile, dovrebbe riguardare tutti. Donne e uomini. È un tema che mi appassiona, vastissimo, pieno di sfaccettature. Io stessa mi ci confronto da anni e ancora mi rendo conto che mi porto dietro conflitti e nodi irrisolti. Questa collana, Ariel, non sarà un fortino dietro al quale nascondersi. Non diventerà un luogo autoghettizzante in cui parlarsi addosso. Al contrario, chiediamo a tutti di guardarsi dentro e fare i conti con il tema del “femminile” e raccontarcelo attraverso le loro storie. Chi lo sa, magari dimostrando anche che non esiste un “femminile” di cui ha senso parlare!
Ecco, dialogo significa questo. Ascoltare le idee, ma attraverso la bellezza e la forza delle storie. Proviamo a ragionare sugli stereotipi di genere, che ci portiamo dentro, spesso in modo del tutto inconsapevole. Ariel non è una collana di donne, per le donne. Deve essere una collana di tutti e per tutti!
Confrontiamoci. Io sono convinta che sia l’unica strada nella vita e spero e cerco di portare tutto questo nel lavoro che faccio.

Quali saranno le linee guida che utilizzerai per la selezione dei titoli che andranno a comporre la collana?

Cercherò storie intense, oneste, dove la necessità e l’urgenza di raccontare sapranno conquistarmi.
Spero davvero che siate in tanti ad avere cose da dire!

 

Ringraziamo Simona, non vediamo l’ora di vederla all’opera in questa nuova avventura!

Autore dell'articolo: Sara Saccone