Interviste a colori I Carlotta Dicataldo si racconta

Carlotta Dicataldo esordirà con la Tunué nel 2018, dopo aver firmato una delle cover variant di Monster Allergy. Oggi ve la facciamo conoscere con un’intervista fatta di curiosità sull’illustrazione e personaggi indimenticabili

 

Carlotta Dicataldo si racconta

L’autrice che ospitiamo nella nuova puntata di Interviste a colori ha soltanto ventitré anni e fino a qualche tempo fa si era data due opzioni per il futuro: diventare archeologa o astronoma.
Le cose, però, non sono andate così: Carlotta Dicataldo, meglio nota come Inimeitiel, si è iscritta alla Scuola di Comics e, in soli tre anni, si è distinta come quei giovani che, oltre a lavorare sodo, possiedono il dono.
Per noi, che le abbiamo affidato una delle cover della Monster Allergy Collection Variant Edition, e che pubblicheremo il suo primo graphic novel nel 2018, quel dono si traduce nella capacità di condensare, in ogni singola immagine, e con un tratto estremamente maturo e personale, generi diversi, stratificazioni emotive, amore per il dettaglio e tinte al tempo stesso corpose e avvolgenti.

Buona lettura!

Il primo lavoro che ti è stato commissionato da un editore, e di cui parleremo tra poco, è la cover del numero 2 dell’edizione variant di Monster Allergy. D’altro canto, eri già stata notata da molti appassionati e colleghi di lustro (come Barbara Canepa) soprattutto attraverso il lavoro di autopromozione che t’impegna sui social. Su Instagram, per citare un esempio, ricevi, a flusso costante, tantissimi apprezzamenti e ricondivisioni dei tuoi lavori. 
Come hai capito che la strada da prendere era quella dell’illustrazione e della colorazione?

Ho sempre cercato di coltivare la passione per il disegno, ma non ho seguito studi artistici perché non la consideravo una strada da percorrere. Arrivare a capire che invece era la mia via è stato un percorso a tappe. Con gli anni era diventata un progetto alternativo, un “piano B” da mettere in pratica se non fossi riuscita a fare quello per cui stavo studiando. La svolta è arrivata durante gli ultimi due anni di liceo, durante i quali ho capito che l’arte era quello che mi piaceva veramente e ciò di cui volevo vivere. Ho realizzato che attraverso il disegno potevo esprimere in qualche modo anche tutte le mie altre passioni. A quel punto non ho avuto più dubbi che quella fosse la mia strada!

Il nome d’arte che ti sei data è Inimeitiel. Cosa significa?

Sono una grandissima appassionata di Tolkien. A sedici anni, da brava nerd, avevo intenzione di mettermi a studiare l’elfico con tanto di grammatiche e dizionario digitale. Inimeitiel vuole semplicemente dire Carlotta in elfico, anche se in molti la prendono per una parola francese. Comunque alla fine con l’elfico non è andata… siccome facevo il liceo Classico non avrei avuto né il tempo né la possibilità di studiare anche quello. Non che ci abbia mai provato veramente in effetti!

Non hai ancora scritto una storia fatta e finita, ma quando disegni dei personaggi accompagni le illustrazioni a delle note di testo che raccontano le loro passioni, provenienze, legami familiari, aspirazioni, caratteri e fissazioni. Penso, in particolare, a Chae – Won e Riccardo, un ragazzo e una ragazza che hai fotografato dall’infanzia all’età adulta e che hanno un passato diverso e un destino comune. Vuoi dirci chi sono e come sono entrati nel tuo immaginario?
Riccardo è un ragazzo italiano di buona famiglia, che cresce a Roma mentre Chae-Won cresce tra la Corea e la Francia. Entrambi sulle orme dei loro padri, seppur per ragioni diverse, decidono di studiare archeologia all’università di Oxford, dove si incontrano. Capiscono in poco tempo di avere le stesse aspirazioni e di essere alla ricerca della stessa cosa. Così pianificano ed intraprendono un viaggio che li porterà a venire a contatto con culture e popoli diversi sia dell’antichità che del giorno d’oggi, in un mondo in cui la mitologia è realtà. Il tutto ambientato in un’epoca storica immaginaria che mischia elementi reali ad altri di stampo steampunk e fantascientifico.
Sono uno “sfogo” che col tempo sta diventando qualcosa di più, una storia che spero di essere in grado di scrivere e illustrare, prima o poi!

Le illustrazioni e gli schizzi che dedichi a questi due personaggi si possono considerare anche un distillato del tuo stile, che amalgama un grande amore per l’oriente, la leggenda popolare, la fiaba, il fantasy e il tratto Disney, che si carica di linee più sensuali e di un’espressività sottilmente elfica. Quali sono i fumetti, i romanzi, i film e, più in generale, gli autori che abitano il tuo universo?

Sono sempre stata abituata a leggere qualsiasi genere di letteratura (da Omero a McCarthy), ma quella che mi ha ispirato maggiormente negli anni è quella Romantica e Decadentista inglese di epoca Vittoriana. Come ho già detto, anche Tolkien è stato ed è ad oggi un punto di riferimento. Sono stata attratta da piccola dalla saga cinematografica di Peter Jackson per poi sprofondare nei lavori dell’autore.
Il cinema che adoro però è quello di fantascienza. Star Wars, Alien e Blade Runner contribuiscono a riempire il recinto delle mie ispirazioni cinematografiche.
Per quanto riguarda i fumetti, sono cresciuta con le W.I.T.C.H. e Monster Allergy fino a che non ho scoperto i manga alle medie. Oggi le mie letture di fumetti sono prevalentemente francesi o comunque di stile francese. Tra i miei autori preferiti citerei ovviamente Alessandro Barbucci, Alex Alice, Moebius, Katsuhiro Otomo (per Akira soprattutto) e Hiromu Arakawa (per Fullmetal Alchemist).
C’è anche una buona parte di animazione. Ovviamente tanto Disney e studio Gibli. In particolar modo, ci sono quattro film di animazione che sento appartenere moltissimo al mio bagaglio di ispirazione: Il Pianeta del Tesoro, La strada per Eldorado, Il Gigante di Ferro e la Città Incantata.
Questi, in breve, sono i generi e gli autori del mio universo. Ho cercato di riassumere il più possibile perché potrei davvero scriverci un libro!

Quest’anno sarai tra gli autori Tunué a Lucca Comics & Games con il secondo volume della Monster Allergy Collection Variant Edition. La tua cover evoca un’atmosfera di fiaba e sogno, soprattutto per i colori tenui, su cui spicca il rosa antico, che contrasta armoniosamente con le dominanti di blu e rosso. Altro elemento che la contraddistingue è il grande lavoro sull’espressività facciale dei protagonisti, con una triangolazione di sguardi che va da Elena Patata a Zick e da Zick al lettore. Qual è stato il processo d’ideazione che ti ha portato a queste scelte? E qual è la tua storia con Monster Allergy?

Per quanto riguarda la composizione in generale, ho cercato di mettere in pratica quello che ho imparato di recente a scuola. Spero non sia troppo evidente che questa è la prima volta che mi confronto con un lavoro professionale.
Di solito scelgo i colori basandomi più che altro sul mio gusto personale, unendolo a quel poco che so di teorie del colore. Per ora sembra aver sempre funzionato! Comunque sia, il colore è una cosa sulla quale mi impegno molto e che cerco costantemente di studiare e migliorare.
Con l’espressività dei personaggi invece, ho cercato di fare due cose: rendere evidente la complicità tra i protagonisti e coinvolgere il lettore. Da qui il triangolo di sguardi.
La mia storia con Monster Allergy comincia con l’uscita del fumetto nel 2003.  Diventò in pochissimo il mio fumetto preferito e ad oggi lo considero una delle mie più grandi ispirazioni da bambina! La realizzazione di questa cover quindi, oltre ad essere un grandissimo onore, è stata per me anche la chiusura di un circolo, in un certo senso.

Se dovessi consigliare un fumetto che hai letto di recente, quale sceglieresti e perché.

Consiglierei Le Château des Étoiles di Alex Alice, fumetto edito in Francia da Rue de Sèvres. Oltre alla storia di ricerca ben raccontata, mi ha colpita l’atmosfera che lo stile e i colori ad acquerello riescono a creare. Unisce il fantastico allo storico, senza mai diventare troppo pesante e rimanendo accessibile a lettori di ogni età.

Se potessi trasformare in un grapchi novel, o illustrare per la prima volta un romanzo, quale sarebbe?

Se potessi scegliere un romanzo da trasformare in una graphic novel o illustrare sarebbe Il Signore delle Mosche di William Golding. Mi piacciono le storie che mettono bambini e ragazzini in situazioni non ordinarie. Inoltre è uno dei miei romanzi preferiti.


Il libro

La Valle dei Bombi

€ 17,00
Collana: Tipitondi
Formato: 17×24; 144 pp a colori; cartonato

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Autore dell'articolo: Claudia Papaleo