Tunuéweek: gli eventi della settimana dal 26 giugno al 2 luglio

Tunuéweek: gli eventi della settimana

Tunuéweek: gli eventi della settimana
dal 26 giugno al 2 luglio.
I laboratori, le presentazioni e i tour degli autori Tunué

 

dal 15 giugno al 22 luglio
Adamas ou les Paradis Perdus
Mostra bipersonale di Grazia La Padula e Veronique Dorey
Nero Gallery
Roma, Via Castruccio Castracane, 9
L’infinito in una stanza


Lunedì 26 giugno, ore 11
Due per sette: due giorni per sette editori
Tunué si racconta ai librai e le libraie del circuito Cleio
Libreria Centostorie
Roma – Via delle Rose, 24

Mecoledì 28 giugno, ore 21:00
Luca Bernardi tra i finalisti del Premio POP 2017
Laboratorio Formentini per l’editoria
Milano – Via Marco Formentini, 10

Giovedì 29 giugno, ore 18:30
Giordano Tedoldi presenta Tabù
Interviene Michele Vaccari
FalsoDemetrio Libreria
Genova – Via San Bernardo, 67/R
Il Tabù Tour

Tabù


Giovedì 29 giugno, ore 19:00
Sergio Algozzino presenta Memorie a 8bit
Interviene Don Alemanno
Wow Spazio Fumetto – Museo del Fumetto
Milano – Viale Campana, 12

Memorie a 8bit


Sabato 1 luglio, ore 18:30
Francesco D’Isa presenta La stanza di Therese
Centro Culturale Zavattini
Luzzara – Viale Filippini, 35

La stanza di Therese

Domenica 2 luglio, ore 17:30
Omaggio a Zygmunt Bauman: Luciano Funetta conversa con Jana Benova e Marco Cubeddu
In collaborazione con Istituto di Cultura Slovacco a Roma
Isola delle Storie – Festival Letterario di Gavoi
Piazza Mesu Bidda

Tunué con Teresa Radice e Stefano Turconi a Chicago per l’ALA

Teresa Radice e Stefano Turconi

Tunué sarà a Chicago per l’ALA dal 22 al 27 giugno, assieme a Teresa Radice e Stefano Turconi

Tunué vola a Chicago in occasione dell’American Library Association Annual Conference, l’appuntamento che, curato della più grande associazione di biblioteche al mondo, ha lo scopo di contribuire allo sviluppo e alla promozione internazionale dei servizi bibliotecari.
A ospitare la casa editrice e gli autori di Viola Giramondo, Teresa Radice e Stefano Turconi, sarà Europe Comics, che da anni si impegna nella diffusione della cultura rivolta al mondo del fumetto e che, per questa occasione, ha lavorato all’arricchimento del calendario di eventi legati alla manifestazione.
Quelli che ci coinvolgeranno da vicino saranno dedicati al racconto dell’editoria per ragazzi e, salvo mettere al centro la nascita e la crescita della collana Tipitondi, ci daranno l’opportunità di portare la storia di Viola, già tradotta in Francia e a breve negli States, ancora più lontano, grazie a un workshop e a una mostra dedicati, e a una serie di incontri sulla grammatica e la funzione didattica dei graphic novel.
A Chicago la nostra casa editrice sarà rappresentata da Marco Ruffo Bernardini, editore e direttore commerciale Tunué, che parteciperà a un panel di discussione sulla crescita del mercato editoriale legato al fenomeno del graphic novel.

Teresa Radice e Stefano Turconi

I nostri appuntamenti:

giovedì 22, ore 20:00
Comics That Kiss Better
Intervengono Teresa Radice e Stefano Turconi
Sector 2337

venerdì 23, ore 11:20
The Grammar of Comics: How Teaching Visual Literacy can Open Up New Conversations
Il fumetto come strumento di apprendimento e di dialogo all’interno delle scuole. Interviene Teresa Radice
ALA

venerdì 23, ore 15:00
Meet the Makers
Workshop: i partecipanti incontreranno gli autori per apprendere il processo di creazione di un fumetto.
Con Teresa Radice e Stefano Turconi
ALA

sabato 24, ore 9:30
The Rise of Graphic Novels for Kids in Europe and the USA
Editori e autori europei discutono dell’aumento a livello internazionale del fenomeno del graphic novel. Teresa Radice e Stefano Turconi dialogheranno con l’editore Marco Ruffo Bernardini sul tema del fumetto per ragazzi, assieme a Mark Siegel e Vera Brosgol .
A seguire, Teresa Radice e Stefano Turconi firmeranno le copie di Viola Giramondo.

venerdì 24, ore 16:00
Drawn in Europe Expo
Vernissage di Viola Giramondo
a cura di Teresa Radice Stefano Turconi
International School of Comics

domenica 25, ore 13:00
International Comics panel
Hyatt Regency McCormick
Firma copie di Teresa Radice e Stefano Turconi

Sector 2337: 2337 N Milwaukee Ave, Chicago, IL 60647
ALA Annual: McCormick Place – West Building, 2301 S Prairie Ave, Chicago, IL 60616, USA
School of Comics: 1651 W Hubbard St, Chicago, IL 60622, USA
French Party: 680 North Lake Shore Drive, Unit 1506, Chicago, IL 60611


Tunuéweek: gli eventi della settimana dal 19 al 25 giugno

Tunuéweek: gli eventi della settimana

Tunuéweek: gli eventi della settimana dal 19 al 25 giugno.
I laboratori, le presentazioni e i tour degli autori Tunué

Tunuéweek: gli eventi della settimana. Grazia La Padula a Roma con la mostra bipersonale, Francesco d’Isa a Firenze e Giordano Tedoldi al SaloneOff365 a Torino. I dettagli degli appuntamenti lungo lo stivale che vedranno protagonisti gli autori Tunué.

dal 15 giugno al 22 luglio
Adamas ou les Paradis Perdus
Mostra bipersonale di Grazia La Padula e Veronique Dorey
Nero Gallery
Via Castruccio Castracane, 9

martedì 20 giugno, ore 18:30
Francesco D’Isa presenta La stanza di Therese
Intervengono Edoardo Rialti e Andrea Zandomeneghi
L’Ora Blu
Firenze – Viale dei Mille, 27
L’infinito in una stanza

La stanza di Therese

mercoldì 21 giugno, ore 21
Giordano Tedoldi presenta Tabù
Salone Off365
Libreria Trebisonda
Torino – Via S. Anselmo, 22
L’evento facebook

Tabù

dal 22 al 27 giugno
ALA – American Library Association Annual Conference
Con Marco Ruffo Bernardini, Teresa Radice e Stefano Turconi
Chicago
L’articolo completo

Teresa Radice e Stefano Turconi
sabato 24 giugno, ore 16:00
Andarianda Festival
Marco Rocchi e Francesca Carità presentano Le due metà della luna
Chiusure – Via Porta Senese, 2
L’evento Facebook

I laboratori Tunué per bambini al Comicon Kids di Napoli

sabato 24, ore 19:30
The Passenger di e con Lelio Bonaccorso e Carmelo Lo Monaco
Libreria Vicolo Stretto
Catania – Via Santa Filomena, 38
L’evento Facebook

The passenger

Dialoghiacolori | Raphaël Geffray racconta Non sei mica il mondo

Non sei mica il mondo

Raphaël Geffray
Non sei mica il mondo
pp. 188
Collana Tipitondi

Non sei mica il mondo racconta una storia di bullismo e violenza dal punto di vista di un ragazzino, Bené, rimbalzato da una scuola all’altra perché il suo comportamento scontroso non gli consente di inserirsi all’interno dell’ambiente scolastico, facendo amicizia con i ragazzi della sua età e vivendo pacificamente il rapporto con le insegnanti. Da dove nasce la necessità di raccontare questa storia?
Quando da bambino guardavo la tv francese era strano per me non vedere nel piccolo schermo la realtà che mi era propria: non erano le stesse cose, gli stessi colori, gli stessi volti. Quando nel 2005 ci sono stati degli scontri nelle periferie francesi e nella mia città, con persone che conoscevo, è nato in me un sentimento di grande rabbia contro quei giornalisti che avevano descritto le persone protagoniste dei disordini semplicemente come gli altri: gente pazza, barbari. Quegli appellattivi erano giustificati semplicemente dal fatto che secondo loro quella gente non aveva alcuna motivazione fondata per generare delle sommosse. Questo è più o meno vero: le parole non riescono nella maggior parte dei casi a dare una spiegazione alla rabbia. Quindi la rabbia collettiva contro quelle persone e la mia verso i giornalisti che avevano detto che la violenza non è comprensibile e che la gente non ha motivo di ribellarsi, è diventato desiderio di parlare (o cercare di parlare) di violenza.

Dove sei cresciuto e dove vivi attualmente? Pensi che la situazione che racconti sia più comune nelle famiglie e nelle scuole di periferia rispetto a quelle che abitano il centro delle città?
Ora vivo a Bruxelles ma sono cresciuto nei sobborghi vicino Parigi. Il mio era un quartiere tranquillo ma accanto avevo situazioni e famiglie difficili con i cui figli andavo a scuola. Il tema cruciale che ho voluto trattare nel mio libro è la differenza tra due tipi di violenza di cui uno di questi è la rabbia: il tentativo di esprimersi con il corpo in maniera incontrollata. L’altro, che credo sia particolarmente frequente nei quartieri poveri, è qualcosa di simile a una violenza culturale, qualcosa che la gente fa perché è un atteggiamento comune: devi essere un duro per proteggere il tuo mondo. È questo il motivo per cui le persone diventano violente, quello che fa dire a Bené «Sì, sono violento, è quello che sono, vengo da qui», o quando dice «Non sei il mondo». Lo fa perché il suo insegnante non conosce a fondo il luogo in cui egli stesso vive e non conoscendolo non può giudicare.

Non sei mica il mondo
Come viene visto e vissuto il bullismo nel paese in cui vivi? Come le istituzione affrontano tale problema?
In Belgio? Non lo so, ma è diverso da quello che avviene in Francia. Qui non ci sono periferie, i quartieri poveri sono vicini al centro e fattore sociale importante è la convivenza di diverse culture: c’è un quartiere turco, un quartiere morocchino, e un quartiere congolese. È tutto diverso. Ma come anche in Francia, da una parte le persone della sinistra politica vogliono capire e non allontanare sistematicamente le persone dalla legge o dallo stile di vita comune, e dall’altro, la gente richiede maggiore autorità. Molte associazioni stanno cercando di aiutare i bambini che hanno difficoltà con la scuola e con il comportamento. In Belgio sei un fuorilegge se non usi l’attraversamento pedonale. Questo per farvi un esempio dell’alto tasso di civiltà.

Quando hai pensato e scritto Non sei mica il mondo a quale target di pubblico ti stavi rivolgendo?
Circa cinque anni fa dovevo scrivere una storia vera per la scuola di fumetti che frequentavo a Bruxelles. Ho pensato a una storia che mi aveva raccontato una delle mie sorelle riguardo la sua relazione con un ragazzo difficile, in una scuola di periferia parigina. Lei è un’insegnante. Quando si scrive una storia si dovrebbe pensare a chi ci si rivolge, ma io non ci penso mai. Volevo però che questo lavoro toccasse la maggior parte delle persone: volevo che alcune potessero leggerlo nel primo grado di narrazione, attraverso la storia, e che altri potessero scandagliare altri piani narrativi.

L’antagonista principale nella tua storia è la figura genitoriale, responsabile di non comprendere il senso di inadeguatezza del ragazzo verso la realtà che lo circonda. Quanto di quello che racconti corrisponde a ciò che credi essere la generazione di padri e madri di oggi?
La madre è una parte importante del problema: non ha atteggiamenti negativi, ma ciò che non fa ha cattive conseguenze. Per quanto riguarda la generazione di padri e madri di oggi, non lo so, non ho un punto di vista oggettivo su questo. La madre della storia è troppo giovane (come tante) e non è veramente responsabile e Benè non ha il papà, come succede per molti bambini.  Ma ho visto anche molte madri sole e forti con bambini ben educati. È tutto relativo e anche molto difficile.

Non sei mica il mondo

Non sei mica il mondo nasce durante l’erasmus a Bologna con la scuola di fumetto presso cui stavi studiando. Cosa ti ha lasciato l’esperienza durante i cinque mesi di permanenza in Italia e quali fattori sono stati positivi per la nascita del nostro Tipitondi?
Quando sono venuto a Bologna non parlavo italiano e quindi non capivo come funzionasse l’Accademia. Di conseguenza non sono andato a scuola, e ho avuto molto tempo per lavorare a questo progetto. In realtà sono rimasto molto affascinato da quella città e mi piacerebbe tornare e vivere in Italia almeno per un po’.

Parliamo di tecnica: quali strumenti usi per disegnare?
Inchiostro nero della Cina con acqua e spazzola per le scene di realtà, e inchiostro nero e porcellana per i sogni.

Non sei mica il mondo

Sappiamo che stai lavorando a un altro fumetto: di cosa si tratta?
Il prossimo lavoro focalizza lo sguardo sul potere nel mondo civilizzato, sulla democrazia capitalista, sull’ordine, sulle soft power, e sull’illegale.
Sto cercando di realizzare un thriller artistico ambientato in una grande stazione. In esso ci sono molti dei temi che ho trattato in Non sei mica il mondo.

Tabù apre la seconda stagione del Salone Off di Torino

Tabù apre la seconda stagione del Salone Off di Torino

Tabù a Torino per il Salone Off 365

Il 21 giugno accadrà qualcosa di davvero speciale: Tabù di Giordano Tedoldi aprirà la seconda stagione di eventi Off del Salone Internazionale del Libro di Torino.
A presentarlo, per l’occasione, sarà Nicola Lagioia che, a partire dalle 21:00, vi aspetterà insieme all’autore tra gli scaffali della Trebisonda, una  libreria indipendente a cui siamo particolarmente legati per la passione e la vitalità con cui ha accompagnato la nascita e la crescita della collana Romanzi negli ultimi tre anni.

Il fatto che il Salone stia continuando a vivere al di là delle date del Salone, e a meno di un mese dalla fine della Trentesima edizione, ci fa credere che la curiosità e il bisogno di impastare le nostre vite a quelle dei libri, quei libri che sono allo stesso tempo verità, casa e bellezza, stia andando ben oltre luoghi e appuntamenti circoscritti, per invadere l’aria e creare incandescenza nei giorni qualunque.

Partecipare con un romanzo che ci ha insegnato molto sul coraggio delle parole, e su quanto possano portarci negli spazi della grazia, dell’orrore e del desiderio, attraverso personaggi sontuosamente sconsiderati, ci rende febbrili, e in un certo senso ci pare una festa, perché se è vero che al SalTo30 la nostra collana ha compiuto tre anni, è altrettanto vero che il 21 giugno, con Giordano Tedoldi, e di nuovo a Torino, potremo dirci per la prima volta Buon Non Compleanno, senza rimpiangere il Compleanno.

Quello che resta da dire è che speriamo di vedervi in tanti per parlare, leggere insieme e riscoprire quanto è bello l’effetto che fa.

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