Buono da leggere per il Salone del Libro di Torino

Buono da leggere per il Salone del Libro di Torino

La regione Piemonte lancia il progetto Buono da leggere
Porta il tuo buono del valore di 15 euro

presso il nostro stand (Pad. 3 e stand P49) al Salone del Libro di Torino.

Buono da leggere per il Salone del Libro di Torino è un progetto di promozione della lettura istituito dalla regione Piemonte. Siamo felici di abbracciare l’iniziativa organizzata in collaborazione con la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, e nata per stimolare la circolazione libraria tra gli adolescenti piemontesi.

Cos’è il Buono da leggere?
È un buono del valore di 15 euro ciascuno a disposizione dei giovani in visita al prossimo Salone del Libro di Torino. Porta il tuo ticket al nostro stand e potrai commutarlo in un titolo del nostro catalogo.

A chi è rivolto?
Il buono da leggere è rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di 2º grado del Piemonte che hanno effettuato la prenotazione per partecipare al Salone e ai giovani residenti in Piemonte e nati negli anni 1999-2002. La dotazione è ripartita in 8.000 buoni destinati alle scuole e 4.000 in libera distribuzione individuale ai ragazzi. Maggiori dettagli qui.

Dove trovarci?
Esporremo una segnaletica dedicata presso il nostro stand, Pad. 3, Stand P49, dove i ragazzi potranno usare i buoni per avere i libri del catalogo.

Le novità di questo mese:
Maggio è stato per noi un mese di grandi novità: Quaderno di disciplina, Forse l’amore, Giardino d’inverno, L’ultimo giro e La ricerca del legname.
A Torino, inoltre, presenteremo il terzo volume di Monster Allergy Collection 3 con gli episodi numero 7, 8 e 9 e l’undicesimo titolo della collana Romanzi: Tabù di Giordano Tedoldi.

Per saperne di più: Tunué al Salone del Libro 2017.

STAY TUNUED!

Il buco nella rete: intervista agli autori Marco Gastoni e Nicola Gobbi

Marco Gastoni e Nicola Gobbi,
autori del nostro titolo Tipitondi 
Il buco nella rete
rispondono a domande e curiosità della redazione
riguardo i temi affrontati nel loro graphic novel.
Buona lettura!

Il buco nella rete: intervista agli autori Marco Gastoni e Nicola Gobbi

 

  • Il buco nella rete racconta la storia di un incontro tra due ragazzi: Doriano e Miro, un coetaneo Rom. Com’è nata la collaborazione tra di voi e chi ha voluto affrontare tale tematica?

M: Noi collaboriamo dal 2011 e abbiamo realizzato insieme progetti di varia natura: autoproduzioni, articoli su riviste e graphic novel. Il nostro sguardo è teso ad indagare sugli aspetti più controversi delle società umane contemporanee e sulle risposte che, come esseri umani, possiamo dare a queste sfide. Spesso ci è piaciuto affrontare queste problematiche attraverso il punto di vista dei bambini, che noi riteniamo possa aiutarci a riflettere. D’altronde, noi stessi ci riteniamo “diversamente bambini”.

N: I protagonisti de Il buco nella rete, Doriano e Miro, sono entrambi cittadini italiani e vivono nello stesso luogo, condividendo in larga parte gli stessi riferimenti culturali. Miro, in quanto Rom, ha subito un destino che lo accomuna ad altri appartenenti a questo antico popolo: il passaggio da una vita nomade (nel suo caso di ex circensi) ad una stanziale è stata traumatica e, anche per l’assenza di alternative, la sua famiglia è rimasta confinata in uno dei tanti campi che le istituzioni italiane hanno usato per gestire questa, apparentemente eterna, transizione. Raccontare la nascita della loro amicizia, in un contesto sociale di collettività scolastica, ci è sembrato un modo di immaginare un mondo in cui la logica universalmente raccontata dello scontro viene ribaltata nell’approccio dell’incontro e dello scambio.

  • Da dove nasce l’idea di raccontare questa storia? Come avete incontrato il popolo Rom di cui vengono ben tratteggiate la storia e la cultura all’interno dei libro?

M: Abbiamo avuto occasione di approfondire, anche con rapporti diretti,  la storia e la cultura Rom che è molto variegata e affascinante, riuscendo a superare l’immaginario collettivo, fomentato dalla narrazione dei media e della politica, in cui un intero popolo viene identificato esclusivamente attraverso stereotipi negativi della cronaca quotidiana.  Abbiamo, quindi, cercato di lavorare nell’immenso territorio narrativo della realtà, filtrata dalle nostre esperienze dirette, rappresentando un incontro in cui la disponibilità e il rispetto reciproco sono possibili e verosimili e riescono, con pochi sforzi, a far nascere una vera amicizia.

Il buco nella rete: intervista agli autori Marco Gastoni e Nicola Gobbi

 

  • Abbiamo assistito ai laboratori a cui Nicola Gobbi partecipa come protagonista durante le fiere: quando presenti ai bambini il vostro libro, a volte loro sono scandalizzati e dubbiosi. Raccontaci alcune delle loro reazioni e i commenti verso tale popolazione.

N: Le reazioni dei bambini nei confronti del popolo Rom, sono conseguenza della narrazione dominante in famiglia e nei media che presenta tutti i Rom come “zingari” dediti all’accattonaggio e alla delinquenza. Per alcune bambine e bambini si potrebbe addirittura parlare di una sorta di “sindrome dell’Uomo Nero” perché, secondo questa narrazione dominante, i Rom sono reietti della società, capaci di ogni nefandezza, da sfuggire come se non appartenessero alla stessa nostra comunità umana.

M: Un classico esempio è la favola della “zingara che ruba i bambini”: nonostante non ci sia mai stato storicamente un caso del genere nella cronaca giudiziaria italiana, periodicamente questo (inesistente) pericolo riemerge a caratteri cubitali nei titoli dei media, salvo poi vedere pubblicate le smentite, quando va bene, in un invisibile trafiletto.

N: Per fortuna, la reazione dei bambini non è sempre così “allineata” alla narrazione dominante: lo sguardo dei più piccoli è aperto alla fiducia e alla sperimentazione che, spesso, consentono loro di costruire esperienze positive. E questa capacità innata di aprirsi all’altro emerge anche negli incontri con i bambini, che continuiamo ad organizzare in tutti i contesti in cui ci invitano, e ci consente di aprire una breccia nell’ostilità diffusa nella nostra società. E la nostra speranza è tutta racchiusa nel nostro racconto: speriamo che sappia toccare le corde del bambino che è dentro tutti gli esseri umani, usando le parole e le immagini unite in un percorso di scoperta di un mondo che è nascosto proprio sotto il nostro naso.

Il buco nella rete: intervista agli autori Marco Gastoni e Nicola Gobbi

 

  • La questione Rom è una questione aperta e dibattuta. Tanti sono i campi alle periferie delle città e tante le persone che si trovano in strada che non hanno lavoro fisso ma vivono di stenti. Cosa ne pensate della loro condizione e quale rapporto avete con loro?

M: La condizione dei Rom in Italia è molto complessa e non è riducibile alle piccole minoranze che vediamo fare accattonaggio continuativo per le nostre strade e che spesso sono persone sfruttate da organizzazioni criminali. Noi non proponiamo con il nostro lavoro un’immagine romantica che identifica i Rom come buoni a prescindere: cerchiamo di proporre un punto di vista onesto e verosimile sulla realtà, cercando di aiutare le nostre lettrici e i nostri lettori di tutte le età ad approfondire la storia sconosciuta dei nostri concittadini di origine Rom per completare, se lo desiderano, una riflessione personale su un argomento di cui solitamente si dà per buono il punto di vista razzista dominante.

N: Per quanto riguarda i nostri rapporti con i Rom sono piuttosto simili ai rapporti che abbiamo con tutte le altre persone: ci siamo conosciuti e incontrati, abbiamo portato avanti dei progetti condivisi e ci siamo anche scambiati punti di vista diversi. La baby sitter dei figli di Gasto viveva in un campo. Non ci consideriamo certamente degli esperti, ma ci ha fatto molto piacere raccontare un po’ di quello che abbiamo conosciuto nel nostro fumetto.

  • Nel libro Doriano frequenta la scuola libera, in cui gli studenti possono scegliere cosa studiare e quando vogliono frequentare. É questo un tipo di scuola esistente (e dove) o è la proiezione di una realtà che vorreste come sistema scolastico?

M: Le scuole libertarie (dette anche scuole democratiche) che abbiamo descritto nel fumetto esistono davvero e sono caratterizzate dal fatto che le studentesse e gli studenti hanno pieno e responsabile controllo sul processo educativo che viene definito attraverso assemblee degli studenti, degli educatori e (quando necessario) dei genitori rispettando le scelte individuali di ciascuno. Sono piuttosto diffuse in altri paesi che, spesso, investono anche risorse pubbliche nelle pedagogie alternative e non confessionali (per esempio la Germania, i Paesi Bassi e la Svizzera). Israele ha inserito una sperimentazione sull’educazione democratica all’interno della scuola pubblica con molto successo. In Italia siamo agli inizi ma sono nate diverse realtà negli ultimi anni. Per diversi anni, ho fatto parte di un collettivo di sostegno dell’educazione libertaria e Nicola ha lavorato in una di queste scuole.

N: In effetti, il mio periodo di attività presso la scuola libertaria I Prataioli di Pavullo nel Frignano è stato fondamentale per respirare il clima di gioia che si può vivere in una scuola dove le bambine e i bambini sono liberi di esprimere tutto il loro potenziale. Sarebbe bello che un po’ di questa libertà entrasse sempre di più anche nella scuola statale, anche grazie alla passione e alla competenza di tanti insegnanti.

Il buco nella rete: intervista agli autori Marco Gastoni e Nicola Gobbi

  • Il libro ha una conclusione positiva: le due culture riescono a trovare un terreno di dialogo: centrale è la formazione scolastica in cui un’anziana Rom racconta ai ragazzi qualche aneddoto storico. Pensate che Il buco nella rete possa essere un libro adatto ad entrare in un programma scolastico e perché?

N: Riteniamo che il volume sia assolutamente adatto ad essere presentato e, soprattutto, discusso all’interno delle scuole e le presentazioni che ho già effettuato hanno riscontrato grande interesse e partecipazione, sia da parte degli studenti sia degli insegnanti. Ci auguriamo che questi argomenti che, finora, non erano mai stati affrontati in un fumetto, provochino un dibattito approfondito a tutti i livelli, al fine di esplorare nuove soluzioni per vecchi problemi. La scuola statale sarebbe una sede ideale considerato il ruolo di principale laboratorio dedicato a preparare la stragrande maggioranza dei giovani al futuro.

M: Comunque, nonna Ivanka è una chiacchierona (spoiler) e so per certo che sarebbe felice di fare un tour italiano per raccontare le sue storie davanti al fuoco!

Il buco nella rete: intervista agli autori Marco Gastoni e Nicola Gobbi

  • Ritenete che la convivenza civile con i Rom sia un’idea utopica o pensate possa concretizzarsi nella realtà? Come?

M: Ci sembra che la nostra società stia subendo una progressiva polarizzazione: una crescente classe di poveri sempre più poveri, mentre la classe media perde reddito e, soprattutto, qualità della vita, a causa della competizione sempre più feroce tra i lavoratori, che serve a una ristretta élite di ricchi per diventare sempre più ricchi. In questo contesto, le classi dominanti, i politici e i media sono allineati nel mantenere le classi subordinate in continua lotta fra di loro e i Rom, insieme ai migranti irregolari, sono mantenuti strumentalmente sul gradino più basso della piramide dall’assenza di serie politiche sociali. In questo contesto, è abbastanza facile identificare chi guadagna: gli imprenditori più spregiudicati che possono contare su una classe di lavoratori miserabili sotto costante ricatto e la malavita che può prosperare grazie alla disponibilità di persone disperate da sfruttare.

N: È difficile immaginare che l’armonia fra le persone possa realizzarsi in assenza di politiche sociali serie ma almeno ognuno di noi può portare il suo piccolo granello di sabbia per fermare l’ingranaggio della guerra fra poveri che conduce soltanto ad alimentare la spirale d’intolleranza e violenza.

  • State lavorando attualmente ad altri progetti? Se sì, raccontateci di cosa si tratta.

M: Per quanto mi riguarda, da qualche mese sono il curatore di MIDI Fumetti per il Sud, una collana di graphic novel con uscite mensili che escono da aprile 2017 a marzo 2018 prima in edicola con La Gazzetta del Mezzogiorno e poi nel circuito librario con Hazard Edizioni. Con Nicola Gobbi uscirà questo giugno un nostro fumetto che narra le vicende di un bosco di ulivi in Salento mentre in agosto uscirà una mia sceneggiatura disegnata da Luciano Ceglia che racconta della rivolta delle donne a Monteleone di Puglia nel 1942.

N: A parte il progetto sugli ulivi di cui parlava Gasto che è piuttosto complesso e che mi ha permesso di sperimentare nuove soluzioni grafiche, sto preparando un progetto fumettistico ispirato ad uno spettacolo teatrale e tante altre cose che bollono in pentola, ma è ancora un po’ presto per parlarne.

Gli autori Tunué al SalTo17

Il Salone internazionale del libro di Torino è alle porte e se hai un Buono da leggere consegnalo al nostro stand.
Continua la lettura per scopirre gli autori, i laboratori e i libri che saranno con noi durante i cinque giorni di fiera.

Vi presentiamo gli autori Tunué al SalTo17, protagonisti dal 18 al 22 maggio alla fiera del libro. Saranno con noi allo stand P49, Pad. 3 per firmare e sketchare le copie dei loro graphic novel.

Gli autori Tunué al SalTo17


Gli autori Tunué al SalTo17

Simona Binni: Silverwood Lake
Paola Camoriano: Il ritrovo degli inutili
Francesca Carità: Le due metà della luna
Marco D’Aponte: La ricerca del legname
Francesco D’Isa: La stanza di Therese
Luca Ferrara: Dorando Pietri, Gli altri
Otto Gabos: Quaderno di disciplina
Gud: Timothy Top
Marino Magliani:  La ricerca del legname
Marco Rocchi: Le due metà della luna
Sualzo: Forse l’amore
Giordano Tedoldi: Tabù

Tunué al Salone internazionale del libro di Torino 2017
Le novità di maggio targate Tunué
Buono da leggere per il Salone del libro di Torino
Tunué al SalTo17 con Obriart

Tunué al Salone del Libro di Torino 2017

Tunué al Salone del LIbro di Torino 2017

Porta il Buono da leggere al nostro stand Pad. 3 Stand P49

Manca ormai pochissimo all’inizio della trentesima edizione del Salone internazionale del libro di Torino, un appuntamento che fa tutt’uno con l’immaginario di chi non solo ama perdutamente la lettura, ma si lancia nei giorni di fiera come un cacciatore di pepite d’oro, al pensiero di ascoltare le voci di chi la letteratura cerca di farla giorno dopo giorno e dei libri che, alla fine di tutto, pesano nelle borse e durano quanto durano i ricordi migliori.

Per noi, poi, il Salone è una vera e propria festa di compleanno, perché è tra i corridoi e le sale del Lingotto che tre anni fa annunciavamo la nascita della collana Romanzi diretta da Vanni Santoni; collana che nel frattempo è cresciuta e spegnerà le candeline sotto un arcobaleno di 11 titoli. Il 20 maggio, infatti, presenteremo in anteprima il nuovo lavoro di Giordano Tedoldi: Tabù, un racconto in cui tuonano desideri indicibili e si muovo personaggi ammalianti, enigmatici, ma soprattutto pronti a manipolare e ridefinire il senso della purezza e dell’orrore.

Sempre a Giordano Tedoldi sarà dedicato uno degli appuntamenti del Salone Off, durante il quale potrete ascoltare la lettura delle pagine più vibranti del libro.

Gli appuntamenti con la narrativa Tunué proseguiranno domenica 21 con Francesco D’Isa che racconterà La stanza di Therese e cosa significa scrivere un romanzo fatto di immagini, segni e parole, per ritrarre una donna che sceglie la solitudine per scoprire il senso vertiginoso dell’infinito.

Naturalmente la collana Romanzi non sarà sola ad animare le nostre ore torinesi: lo stand ospiterà tutti i graphic novel che avete già amato e quelli che, usciti a maggio, speriamo comincerete ad amare, come Quaderno di disciplina di Luigi Bernardi e Otto Gabos, Il giardino d’inverno di Grazia La Padula, Forse l’amore di Silvia Vecchini e Sualzo, L’ultimo giro di Alfredo Martini, Marco Pastonesi e Vico Calabrò e La ricerca del legname di Marino Magliani e Marco D’Aponte.

Potrete sfogliarli, odorarli e leggerli uno a uno accompagnati dal sottofondo di matite, acquerelli e fogli in movimento, grazie agli autori che stanno già scrocchiando le ossa delle mani per salutarvi e conoscervi a colpi di sketch.

Alcuni di loro, come GUD e l’indomabile duo Rocchi-Carità, metteranno alla prova i piccoli fumettisti di domani con dei laboratori sulla narrazione disegnata, mentre Simona Binni parteciperà a un evento Off interamente dedicato a Silverwood Lake.

Ultimo ma non ultimo, il Salone del libro di Torino ospiterà il primo evento sull’iconografia e l’estetica di Shaun Tan, a cui sarà dedicata una proiezione di immagini tratte da L’approdo e La cosa smarrita commentata da Giorgio Vasta e Christian Raimo.

Quello che resta da fare, pertanto, è segnare data, luogo e orario di tutti i nostri appuntamenti e i nomi degli autori che troverete allo stand P49 Pad3:

Giovedì 18 maggio

Incontro con Gud (Daniele Bonomo)
ore 11:45 – Timothy Top in un laboratorio di narrativa disegnata
Laboratorio immagine 2 – Bookstock Village

Incontro con Gud (Daniele Bonomo) e Massimiliano Clemente
ore 14:00 – Fare fumetto per bambini e ragazzi: creazione, intrattenimento, divulgazione e insegnamento.
Stand Regione Lazio – Pad. 1 – D30-E29

Venerdì 19

Internazionalizzazione, la Regione Lazio per l’editoria
ore 10.30 – intervengono Guido Fabiani, Lidia Ravera, ed Emanuele Di Giorgi (Tunué), Isabella Ferretti, Andrea Palombi
Stand Regione Lazio – Pad. 1 – D30-E29

Traduzioni nelle nuvole: gli editori si presentano
interviene Diego Fiocco (Tunué)
coordina: Ilide Carmignani

ore 14:00 – a cura de L’autore invisibile
Sala Professionali

Patto del loto d’oro: Tunué e Oblomov edizioni
ore 18.30 – con Massimiliano Clemente, Emanuele Di Giorgi e Igort
Sala incontri

Sabato 20

Laboratorio con Francesca Carità e Marco Rocchi 
ore 11 – SaloneOff – Come si fa un fumetto? 
Libreria Trebisonda – Via Sant’Anselmo, 22

Giordano Tedoldi presenta Tabù con Elena Stancanelli e Stefano Gallerani. Apre Vanni Santoni.
ore 13:30 Spazio Autori

Là dove andarono i nostri padri: Shaun Tan e l’immigrazione.
Con Christian Raimo e Giorgio Vasta
ore 18:30 – Spazio Stock

SaloneOff – Simona Binni presenta Silverwood Lake
con Flavia Ingrosso e Francesca Gambarotto (Bookcoaching Torino)
ore 19:00 – Libreria Pantaleon – via Giuseppe Grassi 14

SaloneOff – Citofonare Interno 7
ore 20:30 – Letture di inediti in una casa privata.
Con Claudia Durastanti, Andrea Piva, Vanni Santoni e Giordano Tedoldi.
A cura di Rossano Astremo e Girolamo Grammatico
via San Giovanni Battista Lasalle, 16

Domenica 21

Incontro con Francesca Carità e Marco Rocchi
ore 11:45 – Disegnare e sceneggiare una striscia 
Laboratorio Immagine 2

Francesco D’Isa presenta La stanza di Therese,
con Michele Vaccari.
ore 14:00 – Sala Romania

Autori a Stand:

Simona Binni, Silverwood Lake, da ven 19 a lun 22
Paola Camoriano, Il ritrovo degli inutili, tutti i giorni
Francesca Carità e Marco Rocchi, Le due metà della luna, tutti i giorni
Marco D’Aponte e Marino Magliani, La ricerca del legname,
Francesco D’Isa, La stanza di Therese, dom 21
Luca Ferrara, Dorando Pietri, giov 18 e lun 22
Otto Gabos, Quaderno di disciplina, ven 19 e sab 20
Gud, Timothy Top, giov 18 e ven 19
Sualzo, Forse l’amore, ven 19 e sab 20
Giordano Tedoldi, Tabù, sab 20

Vi aspettiamo tutti, ma proprio tutti, allo stand P49 Pad 3
STAY TUNUED!