Parola di copertina I La memoria delle tartarughe marine di Simona Binni

Presentiamo in anteprima assoluta la copertina
de La memoria delle tartarughe marine con un racconto di Simona Binni

Dopo aver raccontato il vuoto, la mancanza di un padre e il disorientamento di un figlio con Silverwood Lake, Simona Binni torna in libreria il 5 ottobre con La memoria delle tartarughe marine una storia di grande attualità, in cui il tema della fratellanza e delle radici investe quello, altrettanto complesso, dell’immigrazione e della migrazione.

Il volume verrà lanciato a Romics (5-8 ottobre) e tornerà a Lucca Comics & Games. Nel corso di entrambi gli appuntamenti l’autrice sarà a stand per dediche e firma copie. Nel frattempo ci racconta la cover del libro, che vi mostriamo in anteprima assoluta!


Parola di copertina I La memoria delle tartarughe marine

di Simona Binni

La memoria è ciò che definisce la coscienza di noi stessi. I ricordi, come tanti piccoli pezzi di un puzzle, vanno a creare e definire, giorno dopo giorno, l’immagine più profonda del nostro io. La memoria è una sorta di mappa, che ci permette di codificare il mondo e di trovare in esso la nostra collocazione. Tuttavia i ricordi sono generati dall’esperienza soggettiva, che, in quanto tale, produce sempre una visione delle cose del tutto personale. 

Questa copertina parla di un un ricordo. Due fratelli e un momento di felicità, di quelli che solo certi anni dell’infanzia sanno farti rivivere, con dolcezza, ma anche con una prepotente dose di malinconia. Perché il tempo non lo si può riavvolgere e Giacomo, il protagonista, lo sa bene, come sa, o meglio come scoprirà, che certi ricordi possono influenzare il corso della vita e dar luogo a rimpianti e fraintendimenti, non sempre rimediabili.

C’è il mare, a volte sconfinato, a volte una linea di confine, con il suo orizzonte invalicabile.

C’è un’isola, Lampedusa: bella, bellissima e piena di contraddizioni. Respirare l’odore di salsedine, seduti su uno scoglio, ammirare i suoi paesaggi e sentirsi vivi e liberi. C’è la disperazione e la morte che viene da quello stesso mare e allo stesso tempo la speranza, ultima, di chi prova ad attraversarlo, venendo da chissà dove.

Ci sono le tartarughe marine e la loro straordinaria e misteriosa capacità di ricordare la spiaggia in cui sono nate e tornarvi, anche molti anni dopo, per deporre le uova.

Volevo raccontare una storia che parlasse di fratelli e di come capita di amarsi e odiarsi, perché condividere le cose non è sempre facile, e la fratellanza o la sorellanza sono la prima vera palestra di convivenza con un mondo fatto di altri, che non sempre ti somigliano o che magari ti somigliano troppo.

C’è l’idea che un fratello o una sorella possano insegnarti qualcosa che vada oltre il puro legame di sangue, qualcosa che abbia a che fare con un sentimento condiviso. 

La copertina, naturalmente, è soltanto un primo accenno a tutto questo e, allo stesso tempo, trattiene una speranza: che guardandola vi venga voglia di abbandonarvi a un ricordo.  

Se hai letto questo articolo può interessarti anche:

Parola di copertina: Kraken di Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari
Parola di copertina: Viktoria di Gaia Cardinali
Parola di copertina: Nottetempo di Luca Russo
Parola di copertina: Macumba di Mattia Iacono

Autore dell'articolo: Claudia Papaleo