Parola di copertina: Viktoria di Gaia Cardinali

Presentiamo lo studio di copertina
di Viktoria con un racconto di Gaia Cardinali

 

Viktoria di Gaia Cardinali, il nuovissimo e fiabesco titolo della collana Tipitondi, arriva in libreria quest’oggi! Lo festeggiamo regalandovi un contenuto speciale: lo studio di copertina accompagnato da un brano inedito dell’autrice, che per l’occasione ripercorre i passi che l’hanno portata  all’immagine ideale, dagli schizzi alla colorazione, passando per la composizione.
Buona visione e buona lettura!

di Gaia Cardinali

Per questo fumetto immaginavo una copertina dal grande e immediato impatto visivo ed emotivo, di quelle che, anche se viste da lontano, colpiscono forte il cuore e la pancia del lettore e trasmettono l’atmosfera e i sentimenti che si possono incontrare solo leggendo una fiaba.

La copertina è senza fronzoli architettonici di alcun genere, volevo solo mostrare una ragazzina, in primo piano e al centro della scena, che è distesa al suolo da sola, coperta di foglie, corteccia e ramoscelli. Si trova in una foresta oscura, grottesca e piena di presagi e superstizione, immersa nella sua solitudine, sia esteriore che interiore, mentre capisce che lì il suo immaginario può esplodere, nonostante quel luogo, così malvagio e da incubo, sia tra quelli dove i nostri genitori, fin da bambini, ci hanno insegnato a non andare, spaventati dal diverso e dallo sconosciuto.

La paura viene completamente spezzata dal dolce e innocente sorriso di Viktoria, che invece di essere spaventata o guardinga, si riposa e si delizia del silenzio che la circonda, talmente rilassata da chiudere persino gli occhi. Questo perché anche nel buio, e nella terra più spaventosa, si può essere capaci di trovare la propria serenità, il proprio angolo sicuro.

Il disegno stesso è composto d’immagini in cui le rappresentazioni e i riferimenti creano un paradosso.

La copertina è un invito al lettore, a sedersi accanto alla protagonista, rilassarsi nella penombra di questa foresta e immergersi nella sua vita e nella sua strampalata immaginazione.
Sul retro di copertina, d’altro canto, l’immaginazione della protagonista si congeda con un inchino alla fine del viaggio, nella speranza di essere riuscita a farlo immergere nel suo mondo almeno per un po’.

Parlando invece della parte puramente grafica, dopo innumerevoli schizzi e prove a matita, o direttamente in digitale, per capire fin da subito l’atmosfera e la composizione, ho optato per una risoluzione più semplice possibile.

Quindi, trovata la posa e l’impressione che volevo dare, credevo e speravo che sarebbe stato solo un percorso in discesa. Grosso errore.

Dal bozzetto sono passata al disegno definitivo, fatto in un bel foglio A3, e una volta inchiostrato il tutto a pennello era finalmente giunta l’ora del colore in digitale.

Inizialmente la copertina doveva riprendere le tinte autunnali della storia: arancione e rosso infatti erano le dominati, ma sentivo che qualcosa mancava, non c’era quella spinta forte che volevo avesse l’immagine. Con quei colori l’immagine finiva solo per essere un piccolo riassunto della storia, senza comunicare nulla di più.

La svolta è arrivata alle porte di una notte praticamente passata insonne, a cambiare di continuo la palette cromatica dell’immagine, quando dai colori caldi sono passata a una leggera velatura blu notte. Finalmente avevo trovato qualcosa che mi soddisfaceva.
Poi, per evitare di cambiarla ancora, ho nascosto il file finale in qualche cartella del computer.
A mali estremi, estremi rimedi!!

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Autore dell'articolo: Claudia Papaleo