Shaun Tan si racconta. Parte Quarta

Nel corso di queste settimane abbiamo camminato per le strade intricate, piene di creature meravogliosamente aliene, che popolano il mondo illustrato di Shaun Tan, dove i bambini e gli adulti attrvaersano la solitudine per imparare qual è il passo da tenere per accomodarsi nella realtà.
Nella prima, nella seconda e nella terza parte, l’autore ci ha portato sul suo tavolo da lavoro, ha ripercorso l’infanzia, insieme alle letture che lo hanno accompagnato, e ha ricordato il lungo periodo di apprendistato per diventare chi è oggi.
Quest’ultima puntata, invece, è dedicata a qaunto di voi si domandano cosa si deve fare per promuovere il proprio lavoro ed essere infine pubblicati.

Buona lettura!

Shaun Tan si racconta. Parte Quarta
Il lavoro di quali artisti influenza di più il tuo?

Sono abbastanza onnivoro quando si parla di influenze, e mi piace ammetterlo apertamente.

I lettori di La Cosa Smarrita (Tunué, 2017) spesso notano la mia parodia di dipinti famosi di artisti come Edward Hopper e Jeffrey Smart, o leggeri riferimenti all’artista medievale Hieronymus Bosch e ai surrealisti spagnoli. Potrei fare la lista di centinaia di illustratori, scrittori, fumettisti, fotografi, registi e artisti (sia storici che contemporanei) che mi influenzano in virtù del fatto che sono un appassionato del loro lavoro, ma cambiano di volta in volta. Vorrei includere anche delle altrettanto importanti, anche se apparentemente banali, influenze: strade suburbane, formazioni di nuvole, conversazioni, il modo in cui la pittura cola sulla tela, o come i colori si uniscono, o gli oggetti sono disposti su un tavolo o un paesaggio – fondamentalmente una specie di regno dell’ispirazione più astratto, radicato negli incontri di tutti i giorni e nelle coincidenze della percezione. C’è sempre qualcosa da scoprire, di solito nelle stesse vecchie cose che guardi ogni giorno – non c’è carenza di materiale. Devi solo mettere all’opera la tua immaginazione e guardare tutto sotto un nuovo punto di vista.

Che consiglio daresti ad un aspirante illustratore? 

Beh, in primo luogo che tutti i consigli devono essere valutati rispetto alle esperienze personali e le circostanze, non sono sempre giusti o utili. Detto questo, ci sono diverse cose importanti che ho imparato nel corso della mia vita lavorativa che potrebbero essere largamente applicate alla maggior parte delle attività creative.

Naturalmente deve piacerti quello che fai, tanto da essere un piacere andare oltre il senso del dovere, e cercare sempre di creare qualcosa che sia più che sufficiente. Ogni parte di lavoro dovrebbe coinvolgere alcuni elementi di innovazione personale o sfida.

È importante inoltre essere affidabili, persone con cui è piacevole lavorare, come per ogni altro lavoro – in breve, professionali. Questa è la ragione principale per cui i clienti continueranno a darti del lavoro. Quasi tutto il mio lavoro è arrivato attraverso le raccomandazioni di altri e molte cose pagate poco a cui ho lavorato da studente si sono rivelate proficue, sia come esercizio che come visibilità.

La comunicazione è molto importante, anche se si passa molto tempo a lavorare da soli. Devi essere in grado di parlare di tutto quello che create in modo chiaro ed esplicativo per aiutare gli altri a capire le tue idee, specialmente quando non sono immediatamente evidenti. Devi essere aperto alle discussioni e ai compromessi, mantenendo allo stesso tempo la tua integrità artistica – queste due cose non sono necessariamente incompatibili.

Come artista la competenza tecnica è di certo essenziale, ma è soltanto uno strumento per la realizzazione delle idee; senza una forte immaginazione, una dimostrazione di abilità è solo questo – e lo “stile” è interessante, ma solo se accompagnato dal contenuto. Aiuta l’essere interessati a tutte le forme d’arte, e avere una buona comprensione della storia dell’arte come anche la conoscenza di un po’ di teoria dell’arte. Molto spesso diventa la spina dorsale del pensiero artistico. Sviluppare una sensibilità visiva e un vocabolario, piuttosto che solo le abilità tecniche, vuol dire che sei abbastanza versatile da poter avere a che fare con molti progetti differenti, e trovare soluzioni originali.

Finché state facendo qualcosa, anche se non ha successo, non state sprecando il vostro tempo. Il più grande successo di tanto lavoro creativo è semplicemente trovare tempo e dedizione per farlo, specialmente quando sembra difficile e poco piacevole (quasi ogni progetto sembra coinvolgere una specie di “crisi” di fiducia). Buone idee e talento non valgono molto se non vengono fatte passare attraverso il duro lavoro.

Prestate attenzione alle critiche, e non prestate attenzione alle critiche! Alla fine della giornata, sei tu l’ultimo giudice del tuo lavoro, quindi impara a essere critico in maniera positiva piuttosto che negativa. Tutti gli autori – se sono abbastanza bravi – soffrono periodi di delusione, persino di depressione per i loro risultati (o la mancanza di essi), è perfettamente normale! Continua ad andare avanti se vuoi superare questa soglia. Non saprai mai se hai davvero fallito finché davvero non finisci un’opera.

In fine, per chiunque sia interessato a essere un’artista, illustratore, designer: imparate a disegnare bene! È una base preziosa, qualcosa che userete sempre. Disegnare è un modo per imparare a vedere bene, qualcosa che richiede diverse migliaia di ore di pratica (e anche così, mai completamente padroneggiata!). Se avessi un solo consiglio da dare ad un giovane artista (di qualsiasi età) sarebbe questo: disegna, disegna, disegna!

Suggerimenti per essere pubblicati

Essere un artista competente è una cosa, essere pubblicato rappresenta una serie molto diversa di problemi. Il consiglio più importante che posso dare è questo: considera l’editore. Cosa puoi offrirgli con il tuo lavoro? Cerca l’area che ti interessa, e capisci cosa sta cercando un potenziale editore, che altri lavori ci sono lì fuori. Il testo di un libro illustrato potrebbe essere brillante quanto il suo potenziale illustratore, ma se non rispecchia quello che un editore sta cercando è abbastanza probabile che vengano respinti entrambi. Sfortunatamente, gli editori non esistono per fornire una tela per la libera espressione artistica (magari!) – hanno prima di tutto un’attività commerciale.

Siate consapevoli che c’è una “cultura” dei libri illustrati di cui dovete essere a conoscenza (che può variare da paese a paese). Un buon modo per esserne a conoscenza è di studiare i libri recenti che hanno vinto i premi più prestigiosi. Accettate le tendenze, ma non piegatevi a imitarle. Cercate il punto di incontro tra il vostro interesse creativo e i tipi di libri che vengono pubblicati con successo.

Come illustratore contemporaneo, si può fare molto avendo un buon sito web, e un portfolio ben presentato. Io terrei entrambi piuttosto semplici, mostrando solo i lavori migliori, in un portfolio di circa dodici pezzi – siate molto selettivi. Questi dovrebbero rappresentare capacità tecniche e varietà, colore e monocromia; e specialmente qualsiasi cosa con figure umane, che gli editori cercano spesso.

Se opportuno, è bene chiedere un incontro faccia a faccia con un editore o un direttore artistico rilevanti. Personalmente l’ho trovato molto utile, essere in grado di capire gli interessi altrui e conoscersi come persone invece che da un (poco memorabile) indirizzo email.

I testi di un libro illustrato

Produrre un buon testo di un libro illustrato, con o senza illustrazioni (o parole per quello che conta) – per adulti o bambini – è molto più difficile di quanto spesso può sembrare. Alcuni consigli per i nuovi scrittori e illustratori di libri illustrati:

La forza di un buon libro illustrato spesso si trova nella sua brevità, e nell’uso molto economico della lingua, ciò che la scrittrice Margaret Wild chiama “narrazione storytelling”. Molti dei manoscritti che ho visto non sono pubblicabili semplicemente perché sono troppo lunghi. Riducete tutto fino all’osso, e vedete di cosa potete fare meno.
Mostra, non spiegare, o meglio dai spazio all’illustrazione. Per esempio, non hai bisogno di descrivere uno stato emotivo a parole se puoi esprimerlo visivamente attraverso una situazione, un’espressione facciale, un gesto, o qualsiasi altro meccanismo visivo.

Come scrittore, non devi necessariamente anticipare cosa un illustratore disegnerà o dipingerà. Un buon libro illustrato è una collaborazione tra due “scrittori”, uno che usa le parole e uno che usa le immagini. Si tratta di creare spazio libero per un “responsabile” dell’immagine all’interno di una buona “sceneggiatura”. Sii consapevole anche del fatto che un testo può cambiare con l’evolversi di parole e immagini.
Di conseguenza, un buon libro illustrato ha due testi che lavorano in simbiosi, possono rivelare diversi aspetti della stessa storia, o storie completamente diverse, coinvolgendo disparità, ironia e persino contraddizione. Le migliori illustrazioni non illustrano soltanto.
Può essere utile pensare al formato del libro, al layout della pagina e al design, perché è un elemento importante nei libri illustrati, più che in altre forme letterarie.

Tutte le altre regole sulla scrittura di una buona storia si applicano, quindi per essere un bravo scrittore di libri illustrati, devi essere un bravo scrittore, idealmente con interesse e pratica in tutte le forme di scrittura, incluse la prosa più lunga e la poesia.
Sii consapevole che generalmente gli editori accettano un libro illustrato basandosi solo sul testo, senza illustrazioni, e spesso preferiscono rivolgersi e commissionare a un illustratore loro stessi. Quindi non è necessario per uno scrittore lavorare con un illustratore prima di incontrare un editore (anche se può succedere, è insolito) – anche se ipotetici suggerimenti vanno bene.

Per scrittori-illustratori, i testi e uno o due esempi di illustrazione finiti rappresentano un’adeguata presentazione. Possibilmente una bozza preliminare del libro e sketch grezzi. Se è un lavoro più lungo, come un romanzo illustrato, dovreste presentare un primo capitolo. In ogni caso, è bene chiedere prima all’editore se (a) accettano presentazioni non richieste e (b) hanno linee guida per le presentazioni.

Includete sempre una lettera di presentazione con una piccola introduzione personale e del vostro lavoro (specialmente se è senza parole) – la parola chiave qui è “brevità”. Gli editori sono persone molto impegnate e non sono interessati a lettere o email troppo lunghe.

Infine, il rifiuto è normale! (ho perso il conto dei miei) Vuol dire che l’interesse di uno specifico editore non corrisponde col vostro, perciò non è una chiara valutazione della qualità. Gli editori non sono un servizio di valutazione manoscritti, anche se tali servizi esistono e vale la pena cercarli.

I libri

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Autore dell'articolo: Claudia Papaleo