Tunué intervista Omar Martini Scouting e traduzione

The fiction edito da Tunué

The Fiction vede il ritorno dell’estro grafico di David Rubín, disegnatore apprezzato per lavori come Beowulf e L’Eroe, tutta la sua produzione è stata portata in Italia da Tunué.
La storia porta la firma dello sceneggiatore Curt Pires.

Alla traduzione del graphic novel, vero e proprio omaggio al libro come contenitore di storie fantastiche, troviamo il nome di Omar Martini; i forti appassionati di fumetto conosceranno senz’altro la figura professionale, tra le più influenti degli ultimi anni nell’editoria a fumetti.
Fondatore, con Luca Bernardi, della casa editrice Black Velvet; che lanciò numerosi artisti stranieri e italiani del panorama indie dei graphic novel.
A seguire capo produzione e redattore per la Coconino Press.

1) Quali opere conoscevi di David Rubín?

«Non conoscevo tutte le opere pubblicate di David Rubín, anche perché, come Tunué, ne avete pubblicate moltissime, e non riesco mai a essere in pari con tutti i libri belli che vengono pubblicati! Avevo comprato il suo Beowulf, e anche La sala da tè dell’orso malese; poi, per i miei spiccati interessi anglofoni, ho apprezzato il suo lavoro sui due volumetti collegati alla saga di Battling Boy scritta da Paul Pope. È un disegnatore molto interessante, di cui apprezzo lo stile grafico estremamente dinamico, ma soprattutto la sua forte attenzione allo storytelling e alla ricerca di nuove soluzioni per raccontare in modo sempre nuovo e originale quello che deve illustrare. Ho conosciuto il suo lavoro casualmente, ma è uno di quegli autori di cui ora cerco di seguire tutto quello che esce.»

2) Com’è stato confrontarsi con uno dei nomi di spicco del fumetto europeo?

«Diciamo che per l’apporto che ho dato a questo libro, l’incontro con Rubín è stato “laterale” dovendo confrontarmi con il suo “compagno d’avventure”. Ho quindi cercato di mantenere la secchezza e l’immediatezza dei dialoghi che si sposavano con il disegno e le diverse situazioni che passavano indifferentemente dal registro onirico, a quello dinamico a quello fantastico. Una bella sfida, insomma.»

3) Potresti darci un punto di vista sull’editoria a fumetti, nel suo stato attuale?

«Ammetto che, vivendo ormai da due anni fuori dall’Italia, non ho una conoscenza approfondita per poter esprimere un giudizio.
Da quel poco che mi è sembrato di vedere, l’impressione è che, nel quadro generale, non ci siano stati tanti cambiamenti…
…ma questo non mi sembra molto realistico, per cui sicuramente mi mancano molti elementi per dare un giudizio. È possibile che le azioni delle grandi e medie case editrici non siano cambiate molto – spesso, con certe dimensioni, la pianificazione è effettuata con un certo anticipo e quindi gli effetti si notano sul lungo periodo – ma quello che mi interessa particolarmente è quello che avviene in quelle che possono essere considerate le piccole realtà: in molti casi è da lì che possono venire molte novità interessanti.»

4) Qual è il compito di un buon editore di fumetti, e quale azione deve compiere in primis per far conoscere nuovi autori, che operano sotto la superficie del mercato mainstream?

«Probabilmente non sono la persona più adatta nell’indicare quello che dovrebbe fare un buon editore di fumetti, però ritengo che dovrebbe bilanciare il proprio operato entro due direttive: fare delle scelte di programmazione e gestione dell’azienda che abbiano come obiettivo quello di far quadrare i conti, ma anche – o forse soprattutto – credere nell’opera degli autori che decide di pubblicare. Se ci crede, allora si arriva alla seconda parte della tua domanda. Viviamo tempi complessi e complicati. La promozione non è più costituita dal contatto con il semplice giornalista a cui fai arrivare notizie e copie staffetta dei libri per avere l’articolo, e dalla semplice presentazione del libro in un ambiente – fiera o libreria – dove i lettori si avvicinano all’autore stesso. È un lavoro costante, che inizia durante la lavorazione del libro, in cui sia editore che autore sono interessati a far parlare di quello che si sta preparando – senza spoilerare troppo, ovviamente – continua con l’uscita del volume – la promozione “classica”, insomma – e non si esaurisce lì, perché prosegue, quando possibile, con la continua ripresentazione delle opere dello stesso autore che si sta pubblicando. Ormai, considerata la marea di proposte e l’utilizzo dei social media, l’interazione tra editore ed autore deve diventare un tutt’uno, dove non ci si può permettere di lasciare solo a una delle due parti la promozione. Tutti e due devono essere attivi, e non ci si dovrebbe mai dimenticare della presenza di nessun titolo.
Inoltre, a seconda dell’argomento del libro, bisognerebbe cercare nuove strade per raggiungere quei lettori che non conoscono la pubblicazione.
È sicuramente un lavoro difficile, duro, in cui bisogna essere creativi e cercare di pensare fuori dagli schemi – “out of the box”, come dicono in inglese -, e dove i risultati veri non li vedi certo subito ma, come minimo, nel medio periodo…
…però sono convinto che in questa maniera si potrà lasciare il segno.»

Tunué intervista Omar Martini
Hicksville, Dylan Horrocks

5) Quali sono secondo te i criteri che un traduttore deve avere per lavorare su un’opera a fumetti?

«Cercare di riprodurre nella propria lingua il testo e le sue sfumature. A volte però nel fumetto questo obiettivo può risultare complicato per due fondamentali ragioni: lo spazio che hai a disposizione nel balloon, poiché l’inglese può essere molto più sintetico dell’italiano, e la tentazione di restare troppo “fedele” al testo originale. Bisogna avere un’ottima conoscenza sia della propria lingua madre che di quella da cui si traduce. L’inglese, per esempio, ha una punteggiatura diversa dalla nostra, ha espressioni completamente diverse da noi e un modo di porre domande o rispondere che hanno meccanismi completamente diversi dai nostri. Spesso il tono della voce aiuta, e ovviamente con un fumetto devi cercare di interpretarlo. Una delle espressioni che più mi divertono e che incarnano questa difficoltà di resa è la parola “seriously” che, in tono interrogativo, può significare “davvero?”, come pure “dici sul serio?”, ma anche il suo opposto “ma stai scherzando?”.
Con il fumetto ritengo, poiché fortemente basato sui dialoghi, che una conoscenza diretta della lingua, sviluppata nelle nazioni dove viene parlata, sia fondamentale per comprendere meglio quelle sfumature che nessuna scuola o corso riuscirà mai a insegnarti.
Questo “insegnamento sul campo” poi ti impedirà di usare espressioni che esistono solo nei film, per ovvie ragioni di sincronizzazione di labiale, ma che nessuno in italiano dirà mai, come il diffusissimo “fottuto” per tradurre “fucking”… a meno di non voler sembrare molto “cool”.»


6)
Come prese piede la linea editoriale di Black velvet, e in particolar modo lo scouting che fece conoscere i nomi di punta della scena indipendente del fumetto americano e non solo?
Tra tutti viene in mente Dylan Horrocks e il suo Hicksville.

«Con Luca Bernardi, colui che sarebbe diventato il co-fondatore di Black Velvet, tra le cose che ci legavano c’era la forte passione per i fumetti e, dopo anni di letture di fumetti di ogni tipo – ma, fondamentalmente, sempre legati al genere – ci venne spontaneo iniziare a esplorare quelle case editrici e quegli autori che stavano portando avanti un discorso autoriale diverso. La nostra era diventata un’esigenza naturale, una continua ricerca di storie – all’inizio soprattutto di taglio quotidiano e/o autobiografico – che potessero coinvolgerci come lettori, in prima battuta, e poi che potessero essere interessanti anche per un pubblico che non leggesse necessariamente fumetti. Sebbene avessimo cominciato anche con degli albi spillati, fin dall’inizio quello che ci interessava era il formato “libro”. All’epoca non si era ancora diffuso il termine “graphic novel” e le case editrici che in quel momento erano interessate a pubblicare libri a fumetti, che non fossero i classici “album” alla francese, non erano tantissime. Con questa idea, quindi, iniziammo a cercare nuovi titoli. Era quasi una gara, la nostra, a cercare gli autori più sconosciuti, e ci scambiavamo vicendevolmente giudizi su questo o quel fumetto che avevamo letto: se ci era piaciuto, se poteva considerarsi una lettura adulta, oppure se ricadeva sempre in un atteggiamento vagamente adolescenziale – tieni presente che eravamo reduci da anni di letture di fumetti di super-eroi e che stavamo abbracciando a piene mani il discorso, portato avanti soprattutto da Fantagraphics Books, di un fumetto che riuscisse a slegarsi da certi meccanismi seriali e produttivi, nonché che potesse avere ambizioni di voler raccontare qualcosa di diverso, qualcosa che avesse aspirazioni di non ripetere all’infinito gli stessi meccanismi legati all’avventura. Anche da queste “gare di letture”, da queste interminabili discussioni, nacque Black Velvet e la scelta, spontanea e inevitabile, di pubblicare i libri che ci sembravano belli e che, in quel momento, nessun editore sembrava interessato a pubblicare. Quando iniziammo a muovere i primi passi, non smettemmo di cercare voracemente libri che, come prima cosa, ci piacessero e poi, in seconda istanza, potessero sembrare delle scelte editoriali plausibili. Il nostro strumento indispensabile, visto che all’epoca internet non era sviluppato come adesso, era il catalogo “Previews”: lo consultavamo ogni mese, ordinavamo i libri che ci sembravano interessanti e poi facevamo le nostre scelte.
Per tornare al libro da te citato, ricordo che lessi Hicksville durante uno dei tanti viaggi tra Bologna e Treviso e ne rimasi folgorato. Da lì, la decisione di contattare Dylan Horrocks e pubblicare il suo libro. In maniera analoga, è successa la stessa cosa con Ehi, aspetta… di Jason: lo lessi una domenica pomeriggio e ne fui talmente colpito che scrissi immediatamente un’e-mail all’autore perché dovevamo assolutamente pubblicare quel libro.
Erano innamoramenti, scelte casuali, istintive basate fondamentalmente su quello che sembrava fosse estremamente bello, che dovesse essere pubblicato in Italia, ma che aiutasse anche a raggiungere quel pubblico che eravamo convinti che esistesse, e che potesse passare indifferentemente da un romanzo a un libro a fumetti.

L’inizio, come accennavo prima, fu legato all’interesse che Black Velvet aveva nei confronti del fumetto statunitense, poi però il discorso si allargò al fumetto italiano, al fumetto di lingua inglese ma non necessariamente proveniente dall’America, e poi al fumetto di altre lingue. Per non parlare poi dei libri sul fumetto – per discutere degli autori di fumetti in maniera più approfondita e con strumenti più accurati -, dei libri per ragazzi e della riproposizione di alcuni classici. Anche in questo caso, l’obiettivo di Black Velvet non era di parlare solo ai lettori di fumetti, ma ai lettori in generale. L’autore “classico” ci interessava per quello che era ancora in grado di trasmettere e raccontare al lettore contemporaneo, non per l’eventuale importanza storica che poteva avere. Volevamo cercare di raggiungere il numero più alto di lettori possibile, e magari con l’ambizione e la presunzione di aggiungerne qualcuno in più.
Da queste idee, dagli importanti contributi portati dalle persone che hanno lavorato duramente all’interno di Black Velvet come Alberto Corradi, prima, e Sergio Rossi, poi, che si è formata, evoluta e delineata la linea editoriale di Black Velvet.»

Beowulf in nomination al Premio Micheluzzi 2016!

Beowulf candidato al Micheluzzi 2016

Dal sito del Napoli Comicon abbiamo appreso le nomination del Premio Micheluzzi 2016, Beowulf di Santiago García e David Rubín concorrerà nella categoria Miglior fumetto straniero!
Il graphic novel tratto dal poema più lungo della storia della letteratura parteciperà ai premi, verranno assegnati domenica 24 aprile alle ore 19:30 al Teatro del Mediterraneo.
In occasione i titoli del disegnatore sono disponibili sullo store con lo sconto del 15%, fino a martedì 29 marzo.
Da ora non ci resta che fare il tifo per questa opera rivisitata in chiave pop dagli autori spagnoli!

Tunué a Mantova Comics 2016!

Tunué a Mantova Comics & Games 2016

Dal 4 marzo inizierà la nostra stagione fieristica 2016 al Mantova Comics & Games!
Nella manifestazione della città Capitale della Cultura Italiana 2016 porteremo le novità Tunué, in più per la prima volta nella rassegna mantovana saranno disponibili le novità dei nostri autori internazionali e tutti i prodotti Monster Allergy!
Domenica 6 marzo sarà al nostro stand Sonia Aloi, la disegnatrice del Tipitondi Il Piccolo Re.

Elenco novità:

Il piccolo re di Andrea Campanella e Sonia Aloi

Maledetta balena di Walter Chendi

Dad Vol.1 professione papà:  le ragazze di papà di Nob

Elenco titoli disponibili per la prima volta a Mantova Comics & Games:

Beowulf di David Rubín e Santiago Garcia

Brigada volume 1 e Brigada volume 2 di Enrique Fernández

Mille tempeste di Tony Sandoval

Echi invisibili di Tony Sandoval e Grazia La Padula

Prodotti Monster Allergy:

Monster Allergy Deluxe Edition Vol.1

Monster Allergy Deluxe Edition Vol.2

Monster Allergy episodio 30

Monster Allergy Extra

Cofanetto Monster Allergy

Aspettando Monster Allergy

Vi aspettiamo allo stand C3!

Tunué a Mantova Comics & Games 2016

Mantova Comics and Games
PalaBAM – Via Melchiorre Gioia, Mantova
dal 4 al 6 marzo

 

Il graphic novel sulla figura di BagonghiDad, il nuovo Tipitondi di Nob

 

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Maledetta balena, di Walter ChendiIl graphic novel sul poema più antico, di David Rubin e Santiago Garcia

Brigada volume 1, il fantasy di Enrique Fernandez Brigada Volume 2, il fantasy di Enrique Fernandez

Mille tempeste, il nuovo graphic novel di Tony SandovalEchi invisibili, il graphic novel sceneggiato da Tony Sandoval e disegnato da Grazia La Padula

Il Cofanetto Eroico di David Rubín, ultima copia!

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Soltanto un esemplare del Cofanetto L’Eroe in edizione limitata numerata in 199 copie (senza cartolina) la cui storia è ispirata al mito di Eracle. David Rubín rivisita le vicende del più grande eroe greco in maniera a dir poco spettacolare! Questo cofanetto poderoso contiene i due volumi de L’Eroe. Tutti i titoli dell’autore spagnolo sono disponibili con lo sconto del 15% inserendo il codice “rubin“ nella casella voucher del carrello. Affrettatevi, la promozione è valida fino alle h 24:00 di mercoledì 20 gennaio.

Mercoledì 20 gennaio David Rubín tornerà in Italia (mancava dal trascorso Napoli Comicon 2015) come protagonista all’Instituto Cervantes di Roma di un masterclass dal titolo “Graphic novel ed eroi. Dalla collaborazione con Paul Pope alla trasposizione a fumetti del romanzo epico Beowulf” .

 

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