Dialoghiacolori | Raphaël Geffray racconta Non sei mica il mondo

Non sei mica il mondo

Raphaël Geffray
Non sei mica il mondo
pp. 188
Collana Tipitondi

Non sei mica il mondo racconta una storia di bullismo e violenza dal punto di vista di un ragazzino, Bené, rimbalzato da una scuola all’altra perché il suo comportamento scontroso non gli consente di inserirsi all’interno dell’ambiente scolastico, facendo amicizia con i ragazzi della sua età e vivendo pacificamente il rapporto con le insegnanti. Da dove nasce la necessità di raccontare questa storia?
Quando da bambino guardavo la tv francese era strano per me non vedere nel piccolo schermo la realtà che mi era propria: non erano le stesse cose, gli stessi colori, gli stessi volti. Quando nel 2005 ci sono stati degli scontri nelle periferie francesi e nella mia città, con persone che conoscevo, è nato in me un sentimento di grande rabbia contro quei giornalisti che avevano descritto le persone protagoniste dei disordini semplicemente come gli altri: gente pazza, barbari. Quegli appellattivi erano giustificati semplicemente dal fatto che secondo loro quella gente non aveva alcuna motivazione fondata per generare delle sommosse. Questo è più o meno vero: le parole non riescono nella maggior parte dei casi a dare una spiegazione alla rabbia. Quindi la rabbia collettiva contro quelle persone e la mia verso i giornalisti che avevano detto che la violenza non è comprensibile e che la gente non ha motivo di ribellarsi, è diventato desiderio di parlare (o cercare di parlare) di violenza.

Dove sei cresciuto e dove vivi attualmente? Pensi che la situazione che racconti sia più comune nelle famiglie e nelle scuole di periferia rispetto a quelle che abitano il centro delle città?
Ora vivo a Bruxelles ma sono cresciuto nei sobborghi vicino Parigi. Il mio era un quartiere tranquillo ma accanto avevo situazioni e famiglie difficili con i cui figli andavo a scuola. Il tema cruciale che ho voluto trattare nel mio libro è la differenza tra due tipi di violenza di cui uno di questi è la rabbia: il tentativo di esprimersi con il corpo in maniera incontrollata. L’altro, che credo sia particolarmente frequente nei quartieri poveri, è qualcosa di simile a una violenza culturale, qualcosa che la gente fa perché è un atteggiamento comune: devi essere un duro per proteggere il tuo mondo. È questo il motivo per cui le persone diventano violente, quello che fa dire a Bené «Sì, sono violento, è quello che sono, vengo da qui», o quando dice «Non sei il mondo». Lo fa perché il suo insegnante non conosce a fondo il luogo in cui egli stesso vive e non conoscendolo non può giudicare.

Non sei mica il mondo
Come viene visto e vissuto il bullismo nel paese in cui vivi? Come le istituzione affrontano tale problema?
In Belgio? Non lo so, ma è diverso da quello che avviene in Francia. Qui non ci sono periferie, i quartieri poveri sono vicini al centro e fattore sociale importante è la convivenza di diverse culture: c’è un quartiere turco, un quartiere morocchino, e un quartiere congolese. È tutto diverso. Ma come anche in Francia, da una parte le persone della sinistra politica vogliono capire e non allontanare sistematicamente le persone dalla legge o dallo stile di vita comune, e dall’altro, la gente richiede maggiore autorità. Molte associazioni stanno cercando di aiutare i bambini che hanno difficoltà con la scuola e con il comportamento. In Belgio sei un fuorilegge se non usi l’attraversamento pedonale. Questo per farvi un esempio dell’alto tasso di civiltà.

Quando hai pensato e scritto Non sei mica il mondo a quale target di pubblico ti stavi rivolgendo?
Circa cinque anni fa dovevo scrivere una storia vera per la scuola di fumetti che frequentavo a Bruxelles. Ho pensato a una storia che mi aveva raccontato una delle mie sorelle riguardo la sua relazione con un ragazzo difficile, in una scuola di periferia parigina. Lei è un’insegnante. Quando si scrive una storia si dovrebbe pensare a chi ci si rivolge, ma io non ci penso mai. Volevo però che questo lavoro toccasse la maggior parte delle persone: volevo che alcune potessero leggerlo nel primo grado di narrazione, attraverso la storia, e che altri potessero scandagliare altri piani narrativi.

L’antagonista principale nella tua storia è la figura genitoriale, responsabile di non comprendere il senso di inadeguatezza del ragazzo verso la realtà che lo circonda. Quanto di quello che racconti corrisponde a ciò che credi essere la generazione di padri e madri di oggi?
La madre è una parte importante del problema: non ha atteggiamenti negativi, ma ciò che non fa ha cattive conseguenze. Per quanto riguarda la generazione di padri e madri di oggi, non lo so, non ho un punto di vista oggettivo su questo. La madre della storia è troppo giovane (come tante) e non è veramente responsabile e Benè non ha il papà, come succede per molti bambini.  Ma ho visto anche molte madri sole e forti con bambini ben educati. È tutto relativo e anche molto difficile.

Non sei mica il mondo

Non sei mica il mondo nasce durante l’erasmus a Bologna con la scuola di fumetto presso cui stavi studiando. Cosa ti ha lasciato l’esperienza durante i cinque mesi di permanenza in Italia e quali fattori sono stati positivi per la nascita del nostro Tipitondi?
Quando sono venuto a Bologna non parlavo italiano e quindi non capivo come funzionasse l’Accademia. Di conseguenza non sono andato a scuola, e ho avuto molto tempo per lavorare a questo progetto. In realtà sono rimasto molto affascinato da quella città e mi piacerebbe tornare e vivere in Italia almeno per un po’.

Parliamo di tecnica: quali strumenti usi per disegnare?
Inchiostro nero della Cina con acqua e spazzola per le scene di realtà, e inchiostro nero e porcellana per i sogni.

Non sei mica il mondo

Sappiamo che stai lavorando a un altro fumetto: di cosa si tratta?
Il prossimo lavoro focalizza lo sguardo sul potere nel mondo civilizzato, sulla democrazia capitalista, sull’ordine, sulle soft power, e sull’illegale.
Sto cercando di realizzare un thriller artistico ambientato in una grande stazione. In esso ci sono molti dei temi che ho trattato in Non sei mica il mondo.

Tunuéweek: gli eventi della settimana 12-18 giugno

Tunuéweek: gli eventi della settimana

Tunuéweek: gli eventi della settimana
Gli autori Tunué e i laboratori protagonisti
12 – 18 giugno

Il lunedì torna la rubrica di Tunué che vi racconta gli appuntamenti, le presentazioni e i laboratori dei nostri autori a spasso per l’Italia. Prendete carta e penna e buon #tunuéweek!

lunedì 12 giugno, ore 19:00
Giordano Tedoldi presenta Tabù
Intervengono Marco di Marco e Stefano Gallerani
Libreria Assaggi
Roma – Via degli Etruschi, 4

Tabù

mercoledì 14 giugno, ore 19:30
Grazia La Padula presenta Giardino d’inverno
Tuba Bazar
Roma – Via del Pigneto, 39/a

Giardino d'inverno, Grazia La Padula, Tunué

giovedì 15 giugno, ore 18:00
Francesco D’Isa presenta La stanza di Therese
Mannaggia – Libri da un altro mondo
Perugia – Via Cartolari 8
L’evento facebook

La stanza di Therese

dal 15 giugno al 22 luglio
Adamas ou les Paradis Perdus
Mostra bipersonale di Grazia La Padula e Véronique Dorey
Nero Gallery
Roma – Via Castruccio Castracane, 9

venerdì 16 giugno, ore 17:00
Sergio Algozzino presenta la nuova edizione di Memorie a 8bit
RedStar Gaming
Roma – Via Gian Luca Squarcialupo, 8

Memorie a 8bit

venerdì 16 giugno, ore 17:30
Marco D’Aponte e Marino Magliani presentano La ricerca del legname
Cooperativa Borgo Po e Decoratori
Torino – Via Francesco Lanfranchi, 28

La ricerca del legname

sabato 17 giugno, ore 23
Orazio Labbate presenta Lo scuru. Interviene Ignazio Buttitta
Libri in festa
Ragusa
L’evento facebook

Lo scuru - Orazio Labbate

Planning Tunué | Tutte le rubriche su blog e Facebook

Planning tunué

Planning Tunué
Una settimana da vivere a fumetti

Da questo mese introduciamo il Planning Tunué: un palinsesto che raccoglie le attività social della casa editrice. Quali sono le nostre rubriche? Cosa troverete sul nostro blog?
Giorno per giorno, ecco cosa abbiamo programmato per voi.

  • LUNEDÌ

Buon fumedì > Facebook
Il nostro lunedì è un fumedì! Per iniziare al meglio la settimana vogliamo condividere con i lettori le migliori tavole tratte dai nostri graphic novel, i disegni a quali siamo più affezionati.

Tunué Week > Blog
Gli autori e gli appuntamenti protagonisti della settimana.
Laboratori, incontri e presentazioni in tutta Italia, ordinati in un unico spazio, così da non perdere l’opportunità di incontrare i vostri beniamini!

  • MERCOLEDÌ

Inside Tunué > Facebook
Vita di redazione: cosa accade intorno alle nostre storie? Immagini e video per raccontare meglio il nostro lavoro.

  • VENERDÌ

Tunué Preview > Facebook
Le anteprime Issuu dei graphic novel, picture book, romanzi e saggi del nostro catalogo.

  • MENSILI

Dialoghi a colori > Blog
Le matite Tunué si raccontano. Attraverso le domande della redazione, una chiacchierata con chi i nostri libri li ha pensati e realizzati: gli autori.

Il mio primo Tunué > Blog
Ogni mese ospiteremo un lettore speciale, scelto tra addetti ai lavori e influencer, che racconterà il suo primo libro Tunué letto.

Ci vediamo qui:
Facebook
Instagram
Twitter
Blog Tunué

STAYTUNUÉD!


Grazia La Padula a Bande de Femmes a Roma | Mostre

Grazia La Padula sarà la protagonista assieme a
Véronique Dorey del festival Bande de Femmes a Roma
con una mostra bipersonale

Lo spazio espositivo Nero Gallery per il Bande de Femmes a Roma ospiterà Adamas ou les Paradis Perdus, mostra bipersonale di Grazia La Padula e Véronique Dorey, dal 15 giugno al 22 luglio.

Grazia La Padula ha pubblicato con Tunué
Echi invisibili – sceneggiato dal maestro messicano Tony Sandoval
Giardino d’inverno – sceneggiato da Renaud Dillies

Gli appuntamenti:

14 giugno
preview Adamas ou les Paradis Perdus
Grazia La Padula presenta Giardino d’inverno
Festival Bande de Femmes
Tuba Bazar
Roma – Via del Pigneto, 39/a
L’evento facebook

Bande de Femmes a Roma

dal 15 giugno al 22 luglio
Adamas ou les Paradis Perdus
Mostra bipersonale di Grazia La Padula e Véronique Dorey
Nero Gallery
Roma – Via Castruccio Castracane, 9
L’evento facebook

Adamas ou les Paradis Perdus

La mostra è una raccolta di 20 disegni a matita che raffigurano le donne nella loro dimensione di intimità e spiritualità, in rapporto con gli animali, la natura e i nostri legami energetici con essi.

“Adamas” significa “diamante”, elemento ricorrente nelle opere di Grazia La Padula. Questa pietra, essendo quasi indistruttibile, è simbolo di eternità ed è l’immagine della forza spirituale presente in tutti noi. Le opere di Grazia rappresentano la ricerca di questa luce e purezza interiore.

Grazia La Padula

Nata nel 1981, si è diplomata alla Scuola Internazionale di Comics, ha esordito nel 2009 in Francia proprio con Giardino d’inverno (Jardin d’hiver, Paquet), e dopo diversi albi collettivi come Stéphane Grappelli (BDJazz, 2009), ha donato forma con i suoi disegni ai testi di Tony Sandoval per Echi invisibili (2015, Tunué).

Tutte le novità Tunué di giugno

novità Tunué di giugno

Tutte le novità Tunué di giugno
Il cuore dell’ombra, Tabù e
le nuove edizioni di Nocturno e Memorie a 8bit

Puntuali, come ogni mese, vi presentiamo le novità Tunué di giugno assieme a due ristampe. Il titolo Tipitondi che racconta le ombre e le paure di un giovane ragazzino alle prese con l’Uomo Nero, l’undicesimo titolo della collana Romanzi, la nuova edizione del maestro messicano Tony Sandoval e il racconto a fumetti della vita di un disegnatore con la variant cover di Sio.
Che mese infuocato quello di giugno!

Novità Tunué

Il cuore dell’ombra

Il cuore dell'ombra

Luc è un bambino pieno di fobie, cresciuto da una mamma iperprotettiva e da una nonna che sin da piccolo gli raccontava la storia dell’Uomo Nero. Nell’incontro-scontro con la creatura fantastica che ormai popola i suoi incubi, affronta e vince tutte le sue paure una alla volta. Un’avventura ricca di incontri con il diverso, dove ciò che è spaventoso e spiazzante per gli adulti e i bambini viene affrontato con leggerezza: una storia colorata da ambientazioni alla Tim Burton che fa l’occhiolino all’universo Pixar.

Tabù

Tabù

Quando Piero Origo seduce Emilia, la moglie del suo migliore amico, si sente un antropologo dell’adulterio che studia il tradimento come un rito di passaggio universale. Piero cerca il limite oltre il quale la tavola della legge va in frantumi, così i “triangoli”, la vita in una comune dove regna l’anarchia sessuale, l’amicizia con un sacerdote che tenta di imbrigliare il suo edonismo, l’incontro con una giovane vergine dai sogni purissimi, fino al ritorno di Emilia, misteriosamente velata, saranno tappe di un viaggio nella volontà di violare il comandamento-tabù che, in una società che non rispetta nulla, incute ancora soggezione e attrazione: non desiderare la donna d’altri. Un romanzo di grande respiro e felice immoralità dove lo spirito dei great american narcissists – Updike, Mailer e Roth su tutti – incontra il nichilismo di Houllebecq e la raffinatezza sensuale e ironica di un Buñuel.

Nuove edizioni

Nocturno

Nocturno Tony Sandoval

Un bosco inghiottito dalla notte, un uomo mascherato e una donna dai capelli pallidi che riempie il silenzio con una leggenda: Nocturno si apre nel cuore di un sogno e affida alla voce di uno Spirito del vento la storia di Seck, un ragazzo che scappa dalle vessazioni dello zio e del cugino grazie all’intervento del fantasma paterno. Questo, per il ragazzo, è l’inizio di un viaggio in bilico tra la vita e l’aldilà, durante il quale sperimenta il potere salvifico della musica Metal, in un susseguirsi di live avvolgenti e tumultuosi, un amore tormentato e l’esistenza di un mondo lovecraftiano.  Tony Sandoval affronta il tema della perdizione e della rinascita con un’opera dai tratti epici e dalle atmosfere sospese, in cui si alternano tavole dove i colori esplodono ventosi o dove a imperare è il segno di una matita impietosa.

Memorie a 8bit

Memorie a 8bit

Il romanzo di formazione fatto di brevi flash, fra merendine, sigle dei cartoni, Palermo, gelati, Commodore e Vespri siciliani. Una serie di brevi racconti, apparentemente senza filo conduttore, va a comporre un mosaico che è insieme quello della vita dell’autore e quello della sua generazione, riprese dall’angolazione di avvenimenti piccoli e grandi, minimi o importanti, ma comunque sedimentati nel ricordo e già per questo significativi. Sergio Algozzino, per narrare queste piccole storie, sceglie un disegno cartoonistico che dona freschezza e humor a un ritratto in cui molti non potranno fare a meno di riconoscersi. Nella nuova edizione limitata di Memorie a 8bit la variant cover è stata affidata alla maestria di Simone Albrigi, in arte Sio.