Dialoghi a colori | Marco Rocchi e Francesca Carità raccontano Le due metà della luna

Le due metà della luna

Le due metà della luna
Marco Rocchi e Francesca Carità
Collana Tipitondi

Le due metà della luna racconta la storia di Alba, giovane topolina aspirante sarta, che si trasferisce dalla campagna alla città di Croma per inseguire il sogno di diventare stilista. Poco dopo il suo arrivo deve fare i conti con un’incredibile scoperta: la luna è sparita dal cielo, lasciando al suo posto un velo che, a differenza sua, non può donare ispirazione agli altri. Come nasce questa storia?
La storia, nonostante a prima vista possa sembrare difficile da credere, prende spunto dalla vita reale, naturalmente con le necessarie e dovute variazioni. Tutto è nato ricamando e tessendo intrecci sopra un disegno realizzato da Francesca che ci ritraeva come una topolina e un corvo. Molti degli altri elementi hanno visto la luce man mano che la storia prendeva vita, ad esempio la Luna divisa a metà deriva da una telefonata che ci siamo fatti una sera durante la quale parlando di tutt’altro abbiamo notato che in cielo c’era esattamente mezza luna e, vedendo ognuno una metà della luna, era come se fossero due metà che una volta insieme avremmo potuto riunire.

Le due metà della luna

Benché Le due metà della luna sia un libro per giovani lettori (collana Tipitondi), l’intreccio è complesso, fatto di rimandi e sovrapposizioni spazio temporali. Qual è stato il percorso per la costruzione di questa struttura narrativa?
I primi a essere nati sono stati i personaggi disegnati, quelli citati precedentemente, ma in quel momento non erano ancora i personaggi di una storia. Poi sviluppandosi la trama i personaggi hanno acquisito personalità e la storia è cresciuta anche attraverso le loro caratteristiche.

Cosa c’è dietro alla scelta di disegnare dei personaggi antropomorfi?
Generalmente quando viene creato un ibrido è un animale che assume sembianze e caratteristiche umane, nel nostro caso si è trattato del processo inverso, cioè sono gli umani che hanno ricevuto alcuni attributi tipicamente animaleschi come coda, orecchie o ali. Il motivo è puntualizzare anche solo visivamente alcune caratteristiche “psicologiche” del personaggio, che sono spesso molto più immediatamente riconoscibili attraverso un animale. A questo punto la topolina si capisce essere un personaggio piccolo, indifeso, timido, iperattivo e tenace. Il corvo invece tetro, misterioso e scontroso. Inoltre tra i due potrebbe sembrare crearsi un rapporto di preda/predatore, infatti Alba ha inizialmente paura di Fosco. Ma ovviamente queste sono solo caratteristiche “superficiali” che nella storia vengono affiancate, e spesso ribaltate, da altre di maggiore rilevanza e che identificano il carattere proprio dei nostri protagonisti, ad esempio troveremo la nostra topolina a vivere in una soffitta mentre il corvo a dormire sotto un ponte.

La leggenda della luna a metà: finzione o rimando a vecchie leggende?
Sinceramente ci siamo inventati tutto di sana pianta, non sappiamo se esistano delle leggende che trattano temi simili al nostro, ma immaginiamo di sì vista la vastità di persone che hanno scritto o ideato storie sulla luna, anche se non le conosciamo.

Le due metà della luna

A quale città e luoghi si ispirano gli ambienti del graphic novel?
Abbiamo preso spunto da molti luoghi diversi per costruire la città di Croma senza però identificarla in un unico topos geografico. Tra le città che hanno dato maggiori spunti ci sentiamo di nominare Torino, Parigi e Lucca. Tra i luoghi più importanti invece ci sono Piazza Anfiteatro a Lucca e la vecchia fabbrica di carta Fabriano.

Le due metà della luna

Quali tecniche utilizzate?
La realizzazione delle tavole ha avuto un approccio abbastanza classico: disegno a matita e successivamente china. La colorazione è digitale.

A cosa state lavorando attualmente?
Attualmente abbiamo iniziato a lavorare a un nuovo volume che speriamo veda la luce sempre con Tunué, anche questo studiato per la collana Tipitondi. Sarà un genere di racconto completamente diverso dove disegno e storia avranno un respiro maggiore rispetto al nostro primo libro.

Tunué a Lucca Comics & Games 2017 | Il festival internazionale del fumetto

Tunué a Lucca Comics & Games 2017

Tunué a Lucca Comics & Games 2017 
Dall’1 al 5 novembre saremo al festival internazionale del fumetto

Mancano poco più di quattro mesi all’inizio di Lucca Comics & Games 2017, il festival internazionale del fumetto, del cinema d’animazione, dell’illustrazione e del gioco. Anche se a molti potrà sembrare un lasso di tempo infinito, qui in redazione si vive già nel traffico costante di mail, telefonate, appunti appuntati ovunque, riunioni fissate e improvvisate davanti al distributore del caffè o ai computer dei nostri grafici.

In questi giorni, infatti, si scelgono le immagini che avvolgeranno lo spazio del nostro stand e dello stand si valutano la posizione e le dimensioni; si pensano gli incontri, si lavora alle copertine e all’impaginazione delle novità, e delle nuove edizioni, che presenteremo a tutti voi.

A questo proposito abbiamo deciso di raccogliere tanti materiali per svelare e raccontare, di settimana in settimana, e fino al 1 novembre, chi saranno gli autori nazionali e internazionali che abbiamo invitato per l’occasione e che cosa troverete nelle storie che hanno scritto e disegnato negli ultimi mesi.

Possiamo dirvi fin da subito che vi aspettano avventure per mari tempestosi e forse popolati da un mostro leggendario, che non mancheranno porte mistiche e viaggi interdimensionali, bambine con lampadine al posto del cuore, racconti di fratellanza e migrazione, un papà goffo e combina guai e un vecchio alle prese con un’improbabile maledizione.

Durante i cinque giorni della fiera incontrerete un signore che ama lavorare in pigiama e guardare cosa porta il mare dall’alto di un faro, lo zio di un lupo italiano tutto blu, un tizio che dedica ascoltando musica metal, un rocker amante dell’epica, e un ragazzo occhialuto che fa vorticare i colori meglio di chiunque altro.

Vorremmo già dirvi di più, ma è arrivata l’ora di andare in riunione, quindi vi consigliamo di tenere d’occhio il nostro blog e la nostra pagina facebook, perché nei prossimi giorni ne posteremo delle belle.

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STAY TUNUED!

Il mio primo Tunué | Carla Gambale racconta Beowulf

Beowulf

Il mio primo Tunué
Carla Gambale, cofondatrice di Tararabundidee,
racconta Beowulf

Il mio primo Tunué: Carla racconta Beowulf di Santiago García e David Rubín.
Buona lettura!

Carla Gamberale | Recensione di Beowulf

Il mio primo Tunuè è un libro a cui sono molto legata perché è stato uno degli acquisti del mio primo Salone del Libro di Torino oltre a essere una delle mie prime graphic novel. Stiamo parlando di Beowulf, adattamento a fumetti di Santiago García e David Rubín dell’omonimo poema epico inglese dell’VIII sec.
In questi giorni torridi è bello immergersi in questo libro, ambientato nella fredda e nevosa Danimarca. Qui, precisamente nel villaggio di Heorot, il Grendel, mostruosa e violentissima creatura, sta decimando la popolazione. Per affrontare un simile essere non basta un umano qualsiasi, serve un eroe, ecco allora che entra in scena Beowulf, nipote del re dei Geati abitanti della Svezia Meridionale. Mentre nel poema epico Beowulf appare eccezionale anche nelle sue dimensioni fisiche, essendo paragonato ad un gigante dalla forza sovrumana, nel fumetto mantiene proporzioni standard e questo fa sembrare le sue azioni e le sue vittorie ancora più eroiche. Beowulf rimane l’eroe, potente come nel poema, ma nel fumetto diventa uomo tra gli uomini,  caratterizzato da sentimenti umani quali la preoccupazione e la paura.

La scrittura è molto essenziale; i disegni sono spettacolari. C’è un contrasto continuo con il freddo e la neve bianca ed il colore predominante che è il rosso: il rosso del sangue, della carne, del Grendel. Grazie a questo fumetto ho conosciuto Rubín e il suo modo di disegnare originale e dettagliato. Le tavole in assoluto più belle sono quelle in cui appare il mostro e le doppie splash pages in cui si sviluppano due piani visivi: in uno il lettore vede ciò che vedono gli uomini e nell’altro il lettore riesce a guardare con gli occhi del mostro, che vede gli uomini solamente come un ammasso di carne.
Trasportare a fumetti un classico dei classici e renderlo accattivante, coinvolgente e spietato, dev’essere stata una bella rogna, ma il lavoro che i due autori hanno fatto è magistrale.

Colonna sonora:

The snow falls hard and don’t you know?
The winds of Thor are blowing cold, they’re wearing steel that’s bright and true, they carry news that must get through.
They choose the path where no-one goes.
They hold no quarter”

Trovare la musica giusta per questa lettura non è stato facile, c’è bisogno di qualcosa che trasmetta la minaccia del Grendel, il freddo Danese ed anche il distacco e il coraggio di Beowulf e allora la scelta è caduta su No Quarter” dei Led Zeppelin.

BIO
Nasce ad Avellino nel 1994. Nel 2014 si trasferisce nella capitale, dove si laurea in Scienze Archeologiche. Fin da piccola ha una grandissima passione per la lettura, che la spinge nel 2016 ad aprire il blog Tarabundidee dove parla di libri, fumetti e serie tv insieme a George Hautecourt. Collabora anche con il Book Bloggers Blabbering, unione di bloggers che si propone di promuovere l’editoria indipendente italiana.

Tararabundidee
Book Bloggers Blabbering

Tunué con Teresa Radice e Stefano Turconi a Chicago per l’ALA

Teresa Radice e Stefano Turconi

Tunué sarà a Chicago per l’ALA dal 22 al 27 giugno, assieme a Teresa Radice e Stefano Turconi

Tunué vola a Chicago in occasione dell’American Library Association Annual Conference, l’appuntamento che, curato della più grande associazione di biblioteche al mondo, ha lo scopo di contribuire allo sviluppo e alla promozione internazionale dei servizi bibliotecari.
A ospitare la casa editrice e gli autori di Viola Giramondo, Teresa Radice e Stefano Turconi, sarà Europe Comics, che da anni si impegna nella diffusione della cultura rivolta al mondo del fumetto e che, per questa occasione, ha lavorato all’arricchimento del calendario di eventi legati alla manifestazione.
Quelli che ci coinvolgeranno da vicino saranno dedicati al racconto dell’editoria per ragazzi e, salvo mettere al centro la nascita e la crescita della collana Tipitondi, ci daranno l’opportunità di portare la storia di Viola, già tradotta in Francia e a breve negli States, ancora più lontano, grazie a un workshop e a una mostra dedicati, e a una serie di incontri sulla grammatica e la funzione didattica dei graphic novel.
A Chicago la nostra casa editrice sarà rappresentata da Marco Ruffo Bernardini, editore e direttore commerciale Tunué, che parteciperà a un panel di discussione sulla crescita del mercato editoriale legato al fenomeno del graphic novel.

Teresa Radice e Stefano Turconi

I nostri appuntamenti:

giovedì 22, ore 20:00
Comics That Kiss Better
Intervengono Teresa Radice e Stefano Turconi
Sector 2337

venerdì 23, ore 11:20
The Grammar of Comics: How Teaching Visual Literacy can Open Up New Conversations
Il fumetto come strumento di apprendimento e di dialogo all’interno delle scuole. Interviene Teresa Radice
ALA

venerdì 23, ore 15:00
Meet the Makers
Workshop: i partecipanti incontreranno gli autori per apprendere il processo di creazione di un fumetto.
Con Teresa Radice e Stefano Turconi
ALA

sabato 24, ore 9:30
The Rise of Graphic Novels for Kids in Europe and the USA
Editori e autori europei discutono dell’aumento a livello internazionale del fenomeno del graphic novel. Teresa Radice e Stefano Turconi dialogheranno con l’editore Marco Ruffo Bernardini sul tema del fumetto per ragazzi, assieme a Mark Siegel e Vera Brosgol .
A seguire, Teresa Radice e Stefano Turconi firmeranno le copie di Viola Giramondo.

venerdì 24, ore 16:00
Drawn in Europe Expo
Vernissage di Viola Giramondo
a cura di Teresa Radice Stefano Turconi
International School of Comics

domenica 25, ore 13:00
International Comics panel
Hyatt Regency McCormick
Firma copie di Teresa Radice e Stefano Turconi

Sector 2337: 2337 N Milwaukee Ave, Chicago, IL 60647
ALA Annual: McCormick Place – West Building, 2301 S Prairie Ave, Chicago, IL 60616, USA
School of Comics: 1651 W Hubbard St, Chicago, IL 60622, USA
French Party: 680 North Lake Shore Drive, Unit 1506, Chicago, IL 60611


Dialoghiacolori | Raphaël Geffray racconta Non sei mica il mondo

Non sei mica il mondo

Raphaël Geffray
Non sei mica il mondo
pp. 188
Collana Tipitondi

Non sei mica il mondo racconta una storia di bullismo e violenza dal punto di vista di un ragazzino, Bené, rimbalzato da una scuola all’altra perché il suo comportamento scontroso non gli consente di inserirsi all’interno dell’ambiente scolastico, facendo amicizia con i ragazzi della sua età e vivendo pacificamente il rapporto con le insegnanti. Da dove nasce la necessità di raccontare questa storia?
Quando da bambino guardavo la tv francese era strano per me non vedere nel piccolo schermo la realtà che mi era propria: non erano le stesse cose, gli stessi colori, gli stessi volti. Quando nel 2005 ci sono stati degli scontri nelle periferie francesi e nella mia città, con persone che conoscevo, è nato in me un sentimento di grande rabbia contro quei giornalisti che avevano descritto le persone protagoniste dei disordini semplicemente come gli altri: gente pazza, barbari. Quegli appellattivi erano giustificati semplicemente dal fatto che secondo loro quella gente non aveva alcuna motivazione fondata per generare delle sommosse. Questo è più o meno vero: le parole non riescono nella maggior parte dei casi a dare una spiegazione alla rabbia. Quindi la rabbia collettiva contro quelle persone e la mia verso i giornalisti che avevano detto che la violenza non è comprensibile e che la gente non ha motivo di ribellarsi, è diventato desiderio di parlare (o cercare di parlare) di violenza.

Dove sei cresciuto e dove vivi attualmente? Pensi che la situazione che racconti sia più comune nelle famiglie e nelle scuole di periferia rispetto a quelle che abitano il centro delle città?
Ora vivo a Bruxelles ma sono cresciuto nei sobborghi vicino Parigi. Il mio era un quartiere tranquillo ma accanto avevo situazioni e famiglie difficili con i cui figli andavo a scuola. Il tema cruciale che ho voluto trattare nel mio libro è la differenza tra due tipi di violenza di cui uno di questi è la rabbia: il tentativo di esprimersi con il corpo in maniera incontrollata. L’altro, che credo sia particolarmente frequente nei quartieri poveri, è qualcosa di simile a una violenza culturale, qualcosa che la gente fa perché è un atteggiamento comune: devi essere un duro per proteggere il tuo mondo. È questo il motivo per cui le persone diventano violente, quello che fa dire a Bené «Sì, sono violento, è quello che sono, vengo da qui», o quando dice «Non sei il mondo». Lo fa perché il suo insegnante non conosce a fondo il luogo in cui egli stesso vive e non conoscendolo non può giudicare.

Non sei mica il mondo
Come viene visto e vissuto il bullismo nel paese in cui vivi? Come le istituzione affrontano tale problema?
In Belgio? Non lo so, ma è diverso da quello che avviene in Francia. Qui non ci sono periferie, i quartieri poveri sono vicini al centro e fattore sociale importante è la convivenza di diverse culture: c’è un quartiere turco, un quartiere morocchino, e un quartiere congolese. È tutto diverso. Ma come anche in Francia, da una parte le persone della sinistra politica vogliono capire e non allontanare sistematicamente le persone dalla legge o dallo stile di vita comune, e dall’altro, la gente richiede maggiore autorità. Molte associazioni stanno cercando di aiutare i bambini che hanno difficoltà con la scuola e con il comportamento. In Belgio sei un fuorilegge se non usi l’attraversamento pedonale. Questo per farvi un esempio dell’alto tasso di civiltà.

Quando hai pensato e scritto Non sei mica il mondo a quale target di pubblico ti stavi rivolgendo?
Circa cinque anni fa dovevo scrivere una storia vera per la scuola di fumetti che frequentavo a Bruxelles. Ho pensato a una storia che mi aveva raccontato una delle mie sorelle riguardo la sua relazione con un ragazzo difficile, in una scuola di periferia parigina. Lei è un’insegnante. Quando si scrive una storia si dovrebbe pensare a chi ci si rivolge, ma io non ci penso mai. Volevo però che questo lavoro toccasse la maggior parte delle persone: volevo che alcune potessero leggerlo nel primo grado di narrazione, attraverso la storia, e che altri potessero scandagliare altri piani narrativi.

L’antagonista principale nella tua storia è la figura genitoriale, responsabile di non comprendere il senso di inadeguatezza del ragazzo verso la realtà che lo circonda. Quanto di quello che racconti corrisponde a ciò che credi essere la generazione di padri e madri di oggi?
La madre è una parte importante del problema: non ha atteggiamenti negativi, ma ciò che non fa ha cattive conseguenze. Per quanto riguarda la generazione di padri e madri di oggi, non lo so, non ho un punto di vista oggettivo su questo. La madre della storia è troppo giovane (come tante) e non è veramente responsabile e Benè non ha il papà, come succede per molti bambini.  Ma ho visto anche molte madri sole e forti con bambini ben educati. È tutto relativo e anche molto difficile.

Non sei mica il mondo

Non sei mica il mondo nasce durante l’erasmus a Bologna con la scuola di fumetto presso cui stavi studiando. Cosa ti ha lasciato l’esperienza durante i cinque mesi di permanenza in Italia e quali fattori sono stati positivi per la nascita del nostro Tipitondi?
Quando sono venuto a Bologna non parlavo italiano e quindi non capivo come funzionasse l’Accademia. Di conseguenza non sono andato a scuola, e ho avuto molto tempo per lavorare a questo progetto. In realtà sono rimasto molto affascinato da quella città e mi piacerebbe tornare e vivere in Italia almeno per un po’.

Parliamo di tecnica: quali strumenti usi per disegnare?
Inchiostro nero della Cina con acqua e spazzola per le scene di realtà, e inchiostro nero e porcellana per i sogni.

Non sei mica il mondo

Sappiamo che stai lavorando a un altro fumetto: di cosa si tratta?
Il prossimo lavoro focalizza lo sguardo sul potere nel mondo civilizzato, sulla democrazia capitalista, sull’ordine, sulle soft power, e sull’illegale.
Sto cercando di realizzare un thriller artistico ambientato in una grande stazione. In esso ci sono molti dei temi che ho trattato in Non sei mica il mondo.